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domenica 23 marzo 2014

mostra "Paleoartisti: viaggio nel tempo"


E' stata inaugurata venerdì scorso la mostra "Paleoartisti: viaggio nel tempo", risultato di una collaborazione tra lo Spazio Officina (Centro Culturale Chiasso - Svizzera) e il Museo dei fossili del Monte San Giorgio. All'esposizione partecipano numerosi paleoartisti italiani e svizzeri, di varie generazioni. Una galleria presente sul sito di National Geographic mostra alcune delle opere esposte:
 http://www.nationalgeographic.it/scienza/2014/03/20/foto/viaggio_nel_tempo_i_paleoartisti-2058143/1/

Alberto Gennari - "Lecce nella fantasia: la sua pietra di origine marina, le sue faune fossili" (2014)
Davide Bonadonna  - Edaphosaurus
Troco - Neanderthal

domenica 13 ottobre 2013

"Nebula to Man" (1905)


scaricabile da archive.org
"Nebula to Man" ripercorre la storia della vita, così come concepita all'inizio del secolo scorso, nella forma di un poema illustrato. Le tavole sono ad opera di Alice Woodward, Charles Whymper, Edward Wilson, Ernest Bucknall, John Charlton, Joseph Smit e Lancelot Speed. 

Alice Woodward
Alice Woodward
Lancelot Speed
Joseph Smith

sabato 17 agosto 2013

Che cos'è la Geomitologia?

La geomitologia vi è già stata introdotta in un precedente post (13/04/2012 Fossili e Miti). Per approfondirne la storia e le finalità, vi suggerisco la lettura di questo nuovo articolo di Leonardo Ambasciano: "Che cos'è la geomitologia? Breve storia bibliografica di una disciplina al femminile" (aggiornamento 28/08/12 "Myth and Geology")

Wayne Barlowe (1996) - Ispirandosi ad un'ipotesi della folklorista Adrienne Mayor, Barlowe raffigura un grifone dalle fattezze di un dinosauro ceratopso. Le "origini" del grifone restano da chiarire,  a prescindere dall'ipotetica componente geomitologica.

giovedì 15 agosto 2013

domenica 16 giugno 2013

Moschops

I fossili sono "roba morta e sepolta" e, in molti casi, acquistano un senso ed un valore solo agli occhi del mondo accademico, o di una sua piccola parte, capace di leggerne la complessità. Esistono centinaia di migliaia di specie fossili descritte, miliardi di esemplari, attribuibili ad una range di forme che supera di gran lunga la diversità biologica attuale. Inevitabilmente, chi fa ricerca tende spesso a specializzarsi in ambiti più o meno specifici, pur considerando i comuni strumenti concettuali e tecnologici delle Scienze Naturali. Le ricostruzioni paleoartistiche svolgono di norma un ruolo divulgativo; trasformano un oggetto di studio in un oggetto di meraviglia, capace di affascinare il grande pubblico. Nel tentativo di apparire naturalistiche molte ricostruzioni "in vivo" tentano di sostituirsi al documento fotografico, ricercando una sorta di miraggio iperrealistico, un'illusione ottica quanto più credibile. 

Resta una domanda: per affascinare è necessaria una ricostruzione realistica, fotografica? Al di là del mondo divulgativo, probabilmente, no.

Ne è un esempio "The Moschops" (1999), un cortometraggio animato di Jim Trainor. Malgrado siano evidenti i rimandi all'immaginario scientifico e alla didattica documentaristica, questa opera se ne distacca completamente. Ci presenta un mondo a sé stante, surreale ed inquietante, popolato da animali antropomorfi, in continua trasformazione...

da Broom 1911
da Gregory 1926
Zdenek Burian (1941)
Jim Trainor "The Moschops" (1999) - una breve anteprima

mercoledì 8 maggio 2013

Ray Harryhausen (1920-2013): _Eohippus_

tratto da "The Valley of Gwangi" (1969)

Ricostruzione di Hyracotherium, ad opera di Arthur George Hayward. Collaborò a lungo con Harryhausen, in qualità di scultore paleontologico.

sabato 4 maggio 2013

BBC "Ice Age Giants"


Nuova serie documentaristica BBC, dedicata alla megafauna pleistocenica. A livello visivo, si direbbe molto promettente! Il primo episodio andrà in onda il 19 maggio, "Land of The Sabre-Tooth".


mercoledì 1 maggio 2013

Jurassic Ark?

Uno degli aspetti più innovativi di "Jurassic Park" risiedeva nel tentativo di distanziarsi dal genere dei mostri, preferendovi una fantascienza più realistica, con dinosauri più credibili, "naturalistici". Tentativo, in parte, andato a buon fine, anche grazie al contributo creativo e visuale di alcuni dei più autorevoli "paleoartisti" del periodo. Tra i consulenti di romanzo e film vi erano Gregory Paul, Stephen e Sylvia Czerkas, Mark Hallett, Douglas Henderson, John Gurche, William Stout. Recentemente, a difesa della piuma (mancata, per il quarto capitolo cinematografico), si è scatenata una diffusa contestazione web, nel circolo dei fan e degli interessati. Quel che verrebbe ribadito è il potenziale orrorifico (?) dei dinosauri piumati. Per ottenere cosa? Ho realizzato un semplice fotomontaggio, per farmene un'idea: mostri vintage, con copricapo indiano. "Jurassic Park" è un'arca fantascientifica, alla deriva chissà dove (nei musei creazionisti c'è sempre posto per i mostri sacri, tra behemoth e raptor)... Ian Malcolm ne avrebbe previsto l'imprevidibilità.



Giobbe 40:15 (video didattico) A che velocità corrono i dinosauri della Bibbia?

Giobbe 19:93 "E'... è... un dinosauro."  

mercoledì 10 aprile 2013

Nick Bibby: dodo di bronzo

Project Extinct-Species http://www.extinct-species.com/   

Sito dello scultore Nick Bibby http://www.nickbibby.com/

Non è chiaro se il termine "dodo" abbia avuto origine da un'espressione portoghese, olandese o di una qualche altra lingua. Potrebbe ispirarsi, in alternativa, alla "lingua" stessa del dodo, riprodotta in un suono bisillabico. In effetti, nulla è noto del richiamo dei dodo.  

"The voice which used to squawk and squeak   
Is now for ever dumb" (tratto dalla poesia di Hilaire Belloc, "The Dodo", pubblicata nel 1896 )



Non solo ritratti...


Una testa originale di dodo - Collection Oxford University Museum  
Una copia virtuale della testa (e di alcuni resti cranici), dall'impressionante collezione di AVES 3d.

Per chi auspica nella fantascientifica de-estinzione dei dodo, nell'assoluta necessità di ascoltare il suo (?) tubare: http://www.ted.com/tedx/events/7650

lunedì 1 aprile 2013

Tana precambriana

Geozoic... Life before the Cambrian

_Gojirasuchus insularis_ Yamane & Berto, 2013 (Elpistostege Day)



"Si sa ancora molto poco degli animali che popolavano il Friuli durante il Triassico. E' come entrare in un mondo inesplorato dove teoricamente si possono scoprire animali totalmente ignoti ed inaspettati. Se, per esempio, conoscessimo tutti i mammiferi viventi tranne quelli australiani, potremmo forse ipotizzare l'esistenza di animali come il canguro e l'ornitorinco?" (fonte: Dalla Vecchia F. M., 2008 "Vertebrati Fossili del Friuli: 450 milioni di anni di evoluzione" Museo Friulano di Storia Naturale, volume n. 50, pp. 304, 279 figs, Udine) 

Il record fossile del Triassico italiano è sorprendentemente ricco. Una serie di nuove scoperte, avvenute nei pressi di Dogna (Provincia di Udine, Friuli-Venezia Giulia), confermano il grande (ed inatteso) potenziale scientifico e geo-turistico di questo patrimonio. Le sorprese non sono certo mancate, negli ultimi anni: la scoperta, ad esempio, di un nuovo genere di grande saurotterige (Dalla Vecchia, 2006), prossimo ai plesiosauri, e di un sito di nidificazione amniote (Avanzini et al., 2007), il più antico al mondo. Due scoperte uniche nel loro genere, per rarità, tipologia e collocazione geocronologica. Il ritrovamento più inatteso è oggetto di uno studio non ancora pubblicato. Fino ad ora, l'unica evidenza nota delle presenza di arcosauri nell'associazione di Dogna era limitata ad un singolo frammento dentario, MFSN 21327, attribuito ad un arcosauro indeterminato. Un semplice indizio, l'inizio di una nuova stagione di ricerca...  

martedì 26 marzo 2013

Ossa e Fiori

Peter Van Dyck - "dog skeleton" (2012)
David Dodge Lewis - "Ichthyosaurus, annunciation lilies, and angel wings" (2005) 
David Dodge Lewis - "Struthiomimus and Tulip" (2004)
David Dodge Lewis - "Triceratops and Parrot Tulip" (2005)
David Dodge Lewis - "Australopithecus aethiopicus and mock orange" (2005)
David Dodge Lewis
Dan McCarthy

lunedì 24 settembre 2012

Megafauna pleistocenica, per mammiferi "in carne e ossa"

Il team di "Dinosauri in Carne e Ossa" (http://www.geomodel.it/) espande il suo paleo-bestiario a grandezza naturale, questa volta su scala quaternaria (megafauna, ma non solo), sfruttando le potenzialità pubblicistiche del nuovo film "L'Era Glaciale 4". Lascio scoprire a voi l'intruso, forse meno vistoso, ma immediatamene riconoscibile...Il pubblico ominide non è incluso nell'esposizione, ma è ben accetto!


Mammuthus primigenius
Megalonyx jeffersoni

"Il primo appuntamento è dal 21 settembre al 14 ottobre, presso il centro commerciale Freccia Rossa di Brescia, con uno speciale allestimento 100% a tema, arricchito da una serie di giornate-evento e laboratori didattici che vedono la partecipazione di paleontologi e artisti.

A seguire, lo stesso format verrà ripresentato dal 16 ottobre al 6 novembre, presso il centro commerciale Vale Center di Marcon (VE).

I nuovi mammiferi dell'Era Glaciale sono visibili - assieme alle ricostruzioni di dinosauri e altri animali preistorici - anche nelle varie tappe della mostra itinerante Dinosauri in Carne e Ossa, fino al 4 novembre a San Lazzaro di Savena (BO) e dal 6 ottobre al 6 gennaio 2013 a Courmayeur."

Per saperne di più, vai sul sito di Dinosauri in Carne e Ossa


domenica 2 settembre 2012

La linea dell'immaginario (5) - Muta intelligenza

Il 15 agosto si è spento Harry Harrison (1925-2012), un prolifico scrittore di fantascienza. Vanta di un notevole contributo al genere preistorico (in una sua forma ucronica), il "Ciclo degli Yilanè" (1984-1988 / sito ufficiale). La storia (raccontata in una trilogia) riflette l'immaginario emergente di quegli anni: il dinosauroide antropocentrico di Russell e Séguin (nel caso di Harrison, uno squamato mosasauroide) incontra, o meglio, non incontra il cataclisma K-Pg, e si dà all'ingegneria genetica. Harrison rivela biologia, usi e costumi (linguaggio incluso) delle sue creature, rendendo di maggiore fascino uno scenario altrimenti arido e artificiale, per quanto evolutivamente impossibile (il mondo è popolato anche da uomini e proboscidati, qui originari del Nord America). Ne approfitto per segnalare una splendida illustrazione di Wayne Barlowe, con soggetto la Yilanè (malgrado il discutibile titolo italiano, sono rettili antropomorfi al femminile), che tuttavia non rientra tra le immagini dei romanzi originali (illustrazioni interne di Bill Sanderson, copertine di Gino D'achille - per approfondimenti)

Wayne Barlowe, 1992 (da "The Ultimate Dinosaur" - vedi edizione italiana)
" - Insensate, miserabili creature mute! Voi non sapete niente della bellezza del parlare, della flessibilità del linguaggio, della gioia di chi è coerente. Voi nuotate, pescate, vi scaldate al sole e dormite. Potreste essere morte e non farebbe nessuna differenza. Io stessa, se fossi morta... - Era sveglia, ora. Del tutto sveglia e ben riposata, perchè il suo sonno era stato lungo. Lei non sapeva quanto lungo; sapeva soltanto che molti giorni erano trascorsi, e molte notti. Mentre le onde si allungavano in lenti ventagli di schiuma fino ai suoi piedi, Vaintè ripensò a ciò che era successo e cominciò a comprenderne una parte. Abbandonata, privata del mondo che conosceva, strappata alla sua città, alla sua autorità, al suo rango, lei era stata gettata su quella spiaggia per morire. (...) Lì non c'era niente per lei, non era neppure un posto degno di avere un nome. Quando lo aveva accettato come rifugio era malata. Ora stava bene. Non c'era ragione di restare lì, niente da ricordare, nessuna a cui parlare prima di separarsi. Senza neppure voltarsi a guardare la spiaggia avanzò nell'acqua bassa, si tuffò fra le onde e cominciò a nuotare verso Nord." (tratto dal terzo ed ultimo volume, "Scontro Finale", pubblicato nel 1988 - il titolo originale è "Return to Eden")

Ai futuri sognatori (scrittori provetti o meno), interessati al soggetto, segnalo un recente articolo di Andrea Cau (paleontologo dei vertebrati, nonchè autore di un romanzo fantascientifico), pubblicato nel contesto di un Carnavele scientifico dedicato al celebre progetto SETI ("Search for Extra-Terrestrial Intelligence"). Il provocatorio contributo di Andrea riformula il problema, spostando la ricerca di vita intelligente da un contesto astronomico ad uno geocronologico, essenzialmente terrestre. Un SETI alternativo ("Search for Extinct Terrestrial Intelligence"), alla ricerca di specie di ere lontane, come aliene, per la nostra quotidianità olocenica. Le Civiltà del Tempo Geologico sono ben note all'immaginario fantascientifico e/o orrorifico (per approfondire): si pensi ai mondi perduti di Howard Lovecraft (Dagon venne prima dell'Yilanè...). Malgrado gli sforzi creativi (non sempre originali) degli scrittori, lo sviluppo di un'intelligenza antropomorfa non sembra essere intrinseco delle Storie della Vita, a prescindere dai miliardi di anni a disposizione. Tra il serio e il faceto, Cau (1,2) e Darren Naish (riepilogo delle trattazioni a tema, su "Tetrapod Zoology") hanno dedicato una serie di post al dinosauroide, rivalutato criticamente. Anche volendo immaginarne l'esistenza, seguendo le leggi creative (prima che biologiche) della "Speculative Evolution", un rettile dalle fattezze umane si spingerebbe ben oltre la semplice convergenza evolutiva. Molti territori creativi scoperti scientificamente vanno ancora esplorati dagli scrittori del fantastico. Dunque, buona navigazione! Forse, lungo un infausto tragitto, incrocerete il sentiero di una qualche ignota, muta intelligenza...

Copertina del secondo volume, "Winter in Eden" (1986 / titolo della versione italiana: "Il nemico degli Yilanè"). La poderosa creatura visibile nell'illustrazione (di Gino d'Achille) viene definita "uruketo", ovvero una sorta di sottomarino OGM (un ittiosauro creato dagli ingegneri genetici Yilanè, dotato persino di un "locale" interno, adibito al trasporto di passeggeri e mercanzia). 

"Furono le sculture, comunque, a impressionarmi di più. Ben visibili, per la loro mole ciclopica, anche al di qua dell'abisso, formavano una sequenza di bassorilievi il cui tema avrebbe fatto l'invidia di un Doré. Credo che nelle intenzioni degli scultori le figure dovessero rappresentare uomini, o almeno una specie particolare di uomini, che tuttavia nuotavano come pesci nelle profondità di grotte sottomarine e pregavano davanti a un altare di pietra pure sommerso. Non oso descrivere oltre nei particolari i loro corpi, i loro volti, perchè il semplice ricordo mi fa star male. Grotteschi oltre l'immaginazione di un Poe o di un Bulwer-Lytton, nell'insieme erano maledettamente umani ma avevano mani e piedi palmati, labbra enormi e mollicce, occhi vitrei e sporgenti e altri tratti ancora più spiacevoli. Cosa alquanto strana, sembravano sproporzionati rispetto allo sfondo: una delle creature era rappresentata nell'atto di uccidere una balena che era poco più grande di lei. Fui colpito, come ho detto, dalle loro dimensioni e dall'aspetto grottesco, ma un attimo dopo decisi che doveva trattarsi semplicemente degli dei fantastici di una primitiva popolazione di pescatori o marinai; una popolazione, peraltro, i cui ultimi discendenti erano morti milioni di anni prima che nascesse l'antenato dell'uomo di Neanderthal o di Piltdown. Intimorito dalle prospettive che si aprivano su un passato inconcepibile anche per l'antropologo più fantasioso, continuai a rimuginare sotto la luna che gettava strani riflessi nel canale ai miei piedi. Poi, all'improvviso, lo vidi." (tratto da "Dagon", racconto breve di H. P. Lovecraft, luglio 1919)


domenica 12 agosto 2012

Ray Troll!


Vi invito a scoprire le gallerie di Ray Troll:
www.trollart.com/

lunedì 9 luglio 2012

Cornelius Cole "Neverwhere Land" Deleted Sequence, "Heavy Metal" (1981)

mercoledì 6 giugno 2012

La Linea dell'Immaginario (3) - L'inferno di Ray Bradbury

Estratto di "A parte un dinosauro, che cosa vuoi diventare da grande?"
"Beside a Dinosaur, Whatta Ya Wanna Be When YouGrow Up?" ("Dinosaur Tales", 1983)

Di Ray Bradbury

Illustrazione di copertina di William Stout

"Dio, reverendo, è stato fantastico! I mostri!"
"Non adorare nè i mostri nè gli uomini, però" disse il reverendo, tentando di mantenere il sermone sui binari giusti. Benjamin non era tipo da lasciarsi fuorviare. "Mi è piaciuta la parte sul desiderare che qualcosa succeda. E' vero?" Il reverendo per poco non si ritrasse sotto lo sguardo abbagliante del ragazzo. "Ebbene..." "Voglio dire" riprese Benjamin "se qualcuno desidera qualcosa con sufficiente intensità, si avvera?" "A patto" s'intromise il nonno, accorendo per trarre in salvo il reverendo dalla sua stessa progenie "che tu dia elemosine ai poveri, reciti le preghiere giuste, faccia con diligenza i compiti di casa, riordini la tua stanza..." Il nonno rimase a corto di parole. "Ma è un sacco di cose" esclamò Benjamin, spostando gli occhi dal precipizio del nonno all'altopiano del reverendo Clue. "Che cosa devo fare prima di tutto?" "Il Signore ci desta ogni giorno chiamando ognuno di noi al proprio compito, figliolo. Me al mio: fare il reverendo. Te al tuo: essere un ragazzo, ardente e pronto a desiderare di diventare" "Desiderare di diventare" Benjamin ridacchiò, col viso ardente. "Desiderare di diventare" "Ma solo dopo aver fatto il tuo dovere, ragazzo, solo dopo aver fatto il tuo dovere." Ma Benjamin, rianimato e pieno di slancio, corse, si fermò, poi tornò indietro, senza dargli ascolto. "Reverendo, è stato Dio a creare quelle bestie, giusto?" "Ebbene sì, che ti benedica, figliolo. E' stato lui." "Lei pensa mai al perchè?" Il nonno posò la mano sulla spalla di Benjamin, ma Benjamin, lui, non la sentì. "Voglio dire, per quale motivo Dio avrebbe creato i dinosauri per poi farli scomparire?" "Egli opera per vie misteriose..." "Troppo misteriose per me" ribatte Ben con audacia. "Non sarebbe magnifico se avessimo il nostro dinosauro privato qui a Green Town, Illinois, tornato per non scomparire mai più? Le ossa sono favolose, ma l'animale reale, non sarebbe magnifico? "Ho anch'io un debole per i mostri, a dir la verità" ammise il reverendo. "Lei pensa che Dio li farà mai rivivere?" La conversazione, a quanto poteva vedere il reverendo, stava puntando verso le sabbie mobili, e lui non aveva intenzione di sprofondarci. "Tutto quello che so con certezza è che, se muori e vai all'inferno, ci saranno le bestie, o un loro facsimile, ad aspettarti." Benjamin sorrise raggiante. "Vale quasi la pena di morire!" "Figliolo" cominciò il reverendo. Ma il ragazzo era corso via.

William Stout - illustrazione originale per il racconto "Un rombo di Tuono", una tra le creazioni più celebri dello scrittore. La foresta era vasta e piena di fremiti, fruscii, sussurri e sospiri. Di colpo tutto cessò, come se qualcuno avesse chiuso una porta. Silenzio. Un rombo di tuono. Dalla foschia, a un centinaio di metri di distanza, sbucò il Tyrannosaurus rex. "Cristo" mormorò Eckles. "Stt!" Avanzava su grandi zampe oliate, elastiche, agili. Torreggiava di una decina di metri sopra la metà degli alberi, un grande dio del male, che piegava i delicati artigli da orologiaio avvicinandoli al petto oleoso da rettile.

"Dunque, vedete, i dinosauri che precipitavano dalla parete rocciosa in Un mondo perduto, un vecchissimo film del 1925, mi colpirono in pieno, così come King Kong quando avevo 12 anni. Letteralmente schiacciato, senza fiato per l'amore, cominciai ad arrabattarmi con la mia macchina da scrivere giocattolo, e da allora ho trascorso il resto della mia vita a spasimare per quell'amore inappagato. Lungo la strada ho incontrato un altro giovanotto, esattamente della stessa età, che nutriva esattamente lo stesso amore, per non dire bramosia. Giacchè quelle creature preistoriche popolavano i suoi giorni e turbavano le sue notti. Il giovanotto si chiamava Ray Harryhausen. Nel garage di casa sua stava costruendo, e animando con una pellicola da 8 mm a passo, una famiglia di dinosauri. Io andai spesso a trovare quella famiglia, tenni fra le mani i modellini, parlai per ore e ore, per molte sere di molti anni, con il mio amico, e ci trovammo d'accordo sul fatto che doveva crescere per dare vita ai dinosauri. Io dovevo per prestare loro la parola. E così è stato." (Ray Bradbury, 12 agosto 1982)


 "Il mondo perduto" (1925), film completo

Ray Harryhausen "Evolution of the World" (1938-40)

"Il risveglio del dinosauro" è stato il primo e l'unico film al quale abbia collaborato. Non è stato un gran film, e nemmeno un buon film, ma l'inizio di due carriere che alla fine hanno portato i film di animazione di Ray, le sue bestie - e i miei libri - in alcuni degli angoli più remoti del mondo. (Ray Bradbury, 1982)

venerdì 11 maggio 2012

La Linea dell'Immaginario (1) - "Povero Piccolo Cacciatore" di Brian Aldiss


"Povero Piccolo Cacciatore" (1958)
"Poor Little Warrior!"
Di Brian W. Aldiss

William D. Berry (1960s)

"Claude Ford sapeva esattamente cosa si provava a cacciare un brontosauro. Strisciavi incurante in mezzo all'erba sotto i salici, in mezzo ai piccoli fiori primitivi con i petali verdi e bruni come un piccolo campo da football, in mezzo al fango che assomigliava a una lozione di bellezza. Sbirciavi la creatura sdraiata in mezzo alle canne, il suo corpo grazioso come un calzino pieno di sabbia. Giaceva là, lasciando che la gravità coccolasse la sua peluria bagnata sulla palude, facendo scorrere le sue grosse narici grandi come l'imboccatura della tana di un coniglio, un piede sopra l'erba, descrivendo un ampio semicerchio, nella ronfante ricerca di altre canne carnose. Era bellissimo: qui l'orrore aveva raggiunto i suoi limiti, aveva percorso il cerchio completo, per poi infine scomparire su per il rigurgito del proprio sfintere. I suoi occhi luccicavano con la vivacità dell'alluce di un cadavere vecchio di una settimana, e il suo alito composito e il pelo nelle sue grezze cavità auricolari andavano raccomandati in maniera particolare a chiunque avrebbe altrimenti manifestato la propensione a parlare amorevolmente dell'opera di Madre Natura.

Ma mentre tu, piccolo mammifero con le dita opponibili e un fucile calibro 65 ad auto-caricamento, semi-automatico, a doppia canna, compudigitalizzato, col mirino telescopico, spietato e ad alto potenziale stretto nelle tue zampe per ogni altro verso indifese... sì, mentre sgusci sotto quegli antichissimi salici, ciò che primariamente ti attrae è la pelle della lucertola del tuono. Essa emana un odore che vibra profondamente come le note basse di un pianoforte. Fa assomigliare l'epidermide di un elefante a un foglio di carta igienica spiegazzato. È grigia come i mari dei vichinghi, di una profondità illusoria come le fondamenta di una cattedrale. Quale possibile contatto con le ossa avrebbe mai potuto placare la febbre di quelle carni? Sopra di essa corrono (puoi vederli da qui!), i piccoli pidocchi bruni che vivono in quei grigi muraglioni e in quei canyon, allegri come spettri, crudeli come granchi. Se uno di loro ti saltasse addosso molto probabilmente ti romperebbe la schiena. E quando uno di quei parassiti si ferma per drizzarsi sulle zampe sopra una delle vertebre del bronto, puoi vedere che trasporta a sua volta la propria messe di gaudenti parassiti, ognuno grosso quanto un'aragosta, poiché adesso sei vicino, oh, cosi vicino che riesci a sentir battere il primitivo organo cardiaco del mostro, mentre il ventricolo mantiene miracolosamente il tempo con l'orecchietta. Oramai non è più il tempo di ascoltare l'oracolo: sei al di là dello stadio dei presagi, adesso sei sulla strada dell'uccisione, la tua o la sua; per quest'oggi la superstizione ha avuto la sua giornata: d'ora in avanti soltanto questo tuo impaurito coraggio, questo vacillante conglomerato di muscoli intrappolato in modo non rintracciabile sotto il carapace della pelle resa lucida dal sudore, questo minuscolo stimolo sanguinario di trucidare il drago, risponderà a tutte le tue preghiere. Potresti sparare adesso. Aspetta soltanto che quella minuscola testa che erutta vapore si soffermi un'altra volta per inghiottire una badilata di giunchi di palude, e con un bang di una volgarità inesprimibile potrai mostrare a tutto l'indifferente mondo del giurassico che sta guardando dalla propria altezza l'estremità di quest'altra specie di verga sostituirsi brutalmente al sesso nella storia dell'evoluzione. 

mercoledì 12 ottobre 2011

Antropocentrismo e paleoillustrazione

Le prospettive rivelatesi con la scoperta delle ere "antidiluviane" rappresentarono un duro colpo per l'antropocentrismo. L'incredibile diversità di esseri scomparsi e la comprensione del processo evolutivo che ha dato loro forma ha messo a nudo il nostro moderno ruolo nella storia del mondo. Una rivoluzione concettuale, di cui la paleontologia è stata protagonista. 

La "paleoarte" rispecchia, in questo senso, i raggiungimenti scientifici? 

Arcimboldi - "La Terra" (1570)
Si potrebbe affermare che l'iconografia degli antichi ambienti racchiuda la visione moderna del mito delle origini.

"All cultures have their own mythology about how they came about. It is my bias that our origins myth is an especially beautiful one, and perhaps the most imaginative of them all. We twentieth century humans find ourselves with nature is a profound one. We are part of a continuum that includes alla life. Little by little we are unveiling a process that from simple organic molecules has produced thinking beings -ourselves- and indeed all living beings." (John Gurche, 1990)

John Gurche, primi anni 80 o precedente? vedi intervista
Ci si attenderebbe di trovare un'immagine priva di volto umano, una "storia della vita" spoglia della direzionalità antropocentrica... Una descrizione completamente neutra del sapere scientifico è forse utopica e pertanto non necessaria ma, in molti casi, il quadro che si compone appare palesemente finalizzato alla celebrazione del dominio dell'uomo sul mondo. 

Basti pensare alla più diffusa icona dell'evoluzione biologica, la lineare marcia degli ominidi. La scala del tempo viene sostituita con una scala di valore (non che la nostra specie sia l'ultima arrivata), in cui "primitivo" ed "evoluto" divengono "obsoleto/peggiore" e "progredito/migliore". L'emergere della "coscienza" e dell'"intelletto" rappresenterebbero il culmine della vita, il fenomeno più complesso di questa regione del cosmo... Questa filosofia progressista non è propria dell'evoluzione biologica, per quanto frequentemente associata, nell'immaginario collettivo, alla storia della vita.