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mercoledì 8 maggio 2013

Ray Harryhausen (1920-2013): _Eohippus_

tratto da "The Valley of Gwangi" (1969)

Ricostruzione di Hyracotherium, ad opera di Arthur George Hayward. Collaborò a lungo con Harryhausen, in qualità di scultore paleontologico.

venerdì 15 marzo 2013

Dinosauri della Mongolia

Protoceratops - vedi "Roy C. Andrews in Mongolia"
Charles Knight (1925) - Protoceratops
Zdenek Burian (1941) - Protoceratops
Neave Parker (1960) - Tarbosaurus, Saurolophus, Psittacosaurus, Protoceratops, un qualche sauropode ed un ceratopside (basato però su resti rivelatisi di anchilosauro).
Robert Bakker - Protoceratops (1968)
Zdenek Burian (1971) - Pinacosaurus, Saurolophus, Psittacosaurus
Zdenek Burian (1976) - Saichania, Gallimimus, Bagaceratops

Vladimir Krb (?1985) - Opisthocoelicaudia
Mark Hallett (1994) - "Dinosaurs of Mongolia"
Boban Filipovic (vedi intervista) - oviraptoride GIN 100/42

domenica 21 ottobre 2012

Tra storie iconografiche e progetti personali

Vorrei anticiparvi qualcosa di due importanti progetti personali: 

-  un articolo, di stampo accademico, inerente la ricostruzione biologica e la storia paleontologica ed iconografica di un genere fossile. In pratica, uno studio d'indirizzo "paleoartistico", rivolto anche all'illustratore. La ricerca nasce da una collaborazione con il paleontologo Simone Maganuco e l'illustratore Lukas Panzarin, e ha come soggetto Styracosaurus (a distanza di un secolo dalla sua descrizione, risalente al 1913), di cui verrà realizzata una ricostruzione scultorea, a grandezza naturale, nel contesto della mostra "Dinosauri in Carne e Ossa". Per ora, dovrete accontentarvi di questo spazio Tumblr, "Styracosauricon", a cui potrete contribuire voi stessi, segnalandomi immagini, di origine scientifica o non, ispirate a questo genere fossile.

Styracosauricon 

- un volume, ampiamente illustrato, dedicato ai dinosauri iconografici e alla storia della paleoillustrazione (in basso, ne è visibile qualche anteprima della stampa di prova, di circa 70 pagine). Anche in questo caso, l'abbondanza d'immagini è resa possibile da una collaborazione con "Dinosauri in Carne e Ossa" (a cui è ispirato il titolo attuale, "Dinosauri ricreati: storie tra scienza e arte") ed i suoi illustratori. Vi aggiornerò sui futuri sviluppi.


Il libro include una sezione dedicata alla storia della paleoarte che, per comodità di consultazione, ho suddiviso in cinque periodi, del tutto sperimentali, di cui andrà verificata la coerenza e la precisione. 

Storia della "paleoarte" biologica: un tentativo di sintesi

All'interno di "The Complete Dinosaur" (Farlow & Brett-Surman, 1997) viene proposta tentativamente una divisione in quattro periodi della storia della "dinosaurologia", volendo restringere il campo alla paleontologia dei dinosauri mesozoici. Per approfondimenti online, vi rimando ad un post di Leonardo Ambasciano, pubblicato su "Geomythologica" (18/07/2008).

Vorrei proporre (informalmente) una qualche periodizzazione anche per la "paleoarte" di ramo biologico. Nel caso dell'illustrazione paleontologica la cronologia è più ampia, e i soggetti sono estremamente vari, non solo dal punto di vista della biologia sistematica. Per ora, limitiamoci alle ricostruzioni biologiche dell'iconografia "occidentale", con soggetto i soli tetrapodi fossili.  La suddivisione scelta è forse ancora troppo "dinosaurocentrica", andrebbe rivista sicuramente. La parola "paleoarte" viene qui applicata, senza particolari pretese formalistiche, come sinonimo di "illustrazione e scultura paleontologica". (NdR: per il versante floristico, suggerisco l'articolo di David Bressan "Plant Paleoart Through the Ages")

Proto-paleoarte (circa 1793-1830)

La strana creatura di Johann Hermann (1800). Questa ricostruzione,  apparsa in una lettera a Cuvier, rappresenta un primo esempio di paleoarte “in vivo”. vedi post 06/11/2011 
L’illustrazione paleontologica pone le sue radici nella storia secolare dell’illustrazione anatomica e naturalistica. La paleontologia non esiste ancora, come scienza "autonoma". Viene gradualmente riconosciuta la natura (paleo) biologica dei fossili, la vastità del tempo geologico e la realtà dell’estinzione. Permane una visione biblica della preistoria, romanticamente legata a mostri, diluvi e catastrofi. L’illustrazione tecnico-descrittiva, rivolta ad un pubblico specializzato, domina l’iconografia di questo periodo. Viene inaugurata, in modo contenuto, la tradizione della paleoarte “in vivo” e dello “skeletal restoration” (scheletro con silhouette di tessuti molli). Le sale dei musei di storia naturale espongono, per la prima volta, resti e ricostruzioni scheletriche di mammut e megateri. 

Alcune tra le prime ricostruzioni biologiche. Dall’alto verso il basso, rispettivamente: il megaterio di Bru De Ramón (1793); una ricostruzione “in vivo” di mammut, eseguita da Roman Boltunov (1804); il mastodonte di Cuvier (1806--> fvedi "Big Bone Lick: The Credle of American Paleontology ").
Alcuni autori rilevanti: Juan Bautista Bru De Ramón (Spagna, 1740 -1799), Johann Hermann (Francia, 1738-1800), Georges Cuvier (Francia, 1769-1832), Charles Léopold Laurillard (Francia, 1783-1853), Samuel Thomas Soemmerring (Germania, 1755-1830). 

Periodo eroico (1830-1890)

Henry de la Beche (1830) - vedi post  09/02/2012
Il geologo Henry de la Beche realizza “Duria Antiquior”, una celebre illustrazione (visibile sopra) con soggetto l’antico ambiente e la sua biocenosi. Vi figurano i bizzarri rettili marini del Giurassico, scoperti tra le rocce del Dorset. La paleoarte ambientale si diffonde, anche a livello popolare e divulgativo. Vengono descritti, per la prima volta, resti di dinosauro. La frammentarietà dei fossili di iguanodonte o megalosauro rese problematica la loro interpretazione. Nel 1854, viene inaugurato il primo parco a tema, e si diffonde l'interesse popolare per la preistoria. Nel 1858, Charles Darwin pubblica “L’Origine delle Specie”, ma il riconoscimento di un processo evolutivo, per selezione naturale, avverrà solo gradualmente. Intanto, negli Stati Uniti, abbiamo la stagione d’oro della caccia ai fossili, con la scoperta di ricchi giacimenti a dinosauri.

George Scharf (1835) - vedi post  03/02/2012 

Tra gli autori più rilevanti: Henry de la Beche (Inghilterra, 1796-1855), Georg August Goldfuss (Germania, 1782-1848), Gideon Mantell (Inghilterra, 1790-1852), George Johann Scharf (Inghilterra, 1788–1860), John Martin (Inghilterra, 1779-1854), Edward Newman (Inghilterra, 1801-1876), Benjamin Waterhouse Hawkins (Inghilterra, 1807-1894), Jan Nieszkowski (Polonia, 1833-1866), Joseph Kuwasseg (Austria, 1799-1859), Édouard Riou (Francia, 1833-1900), Ferdinand von Hochstetter (Germania, 1829-1884), Archibald M. Willard (Stati Uniti, 1836-1918), Edward Drinker Cope (Stati Uniti, 1840-1897).

Periodo classico (1890-circa 1930)

Smilodon populator, di Charles Knight (1905)
La Storia della Vita è ormai familiare a molti illustratori naturalistici, ed alcuni vi si specializzano. Tra questi, Charles Knight è uno tra i più abili, per la sua resa naturalistica e credibile di dinosauri e mammiferi fossili. Knight collabora con l’autorevole paleontologo Henry Fairfield Osborn (1857-1935). Il loro contributo alla divulgazione e alla musealizzazione della paleontologia fu immenso. Il decennio 1900-1910 può essere considerato, secondo alcuni autori  (Debus & Debus, 2002), un periodo di importante riformazione. La preistoria è ora al centro di molti trattati specialistici o popolari, riccamente illustrati. Dinosauri e cavernicoli, già diffusi nella letteratura popolare, approdano al cinema, e tra le vignette.

Tra gli autori più rilevanti: Joseph Smit (Paesi Bassi, 1836-1929), Alice B. Woodward (Inghilterra, 1862-1951), Charles Robert Knight (Stati Uniti, 1874-1953), James Carter Beard (Stati Uniti, 1837-1913), Frank Bond (Stati Uniti, 1878-1944), Robert Bruce Horsfall (Stati Uniti, 1869-1948), Harry Govier Seeley (Inghilterra, 1839-1909), Charles Whymper (Inghilterra, 1853-1941), Lancelot Speed (Inghilterra, 1860-1931), Erwin S. Christman (Stati Uniti, 1885-1921), Richard Swann Lull (Stati Uniti, 1867-1957), Joseph Franz Pallenberg (Germania, 1882-1946), Oliver Perry Hay (Stati Uniti, 1846-1930), Charles Whitney Gilmore (Stati Uniti, 1874-1945), Othenio Abel (Austria, 1875-1946), Gerhard Heilmann (Danimarca, 1859-1946), Heinrich Harder (Germania, 1858-1935), Vernon Edwards (Inghilterra, ?), Amédée Forestier (Inghilterra, 1854-1930)

Periodo moderno (circa 1930-1969)

Una delle più popolari immagini della paleoarte, “March of Progress”, di R. Zallinger (1965). Malgrado l’immediatezza, la sua (uni)linearità viene considerata erronea.
I progressi della biologia e della paleontologia confluiscono nella teoria neodarwiniana. L'evoluzione dei sinapsidi (paleozoici, mesozoici e cenozoici) è al centro di vivaci dibattiti, nella paleontologia dei vertebrati, e vengono compiuti importanti progessi nel settore paleoantropologico. In questo contesto, crescono alcuni dei più autorevoli e prolifici paleoillustratori della Storia, quali Zdeněk Burian, Rudolph Zallinger (nel 1949, vince il Premio Pulitzer per la pittura) e Jay Matternes.

Tra gli autori più rilevanti: James Edward Allen (Stati Uniti, 1911-1971), Loris Shano Russell (Stati Uniti, 1904-1998), Gerhard Ernest Untermann (Germania/USA, 1864-1956), Zdeněk M. F. Burian (Repubblica Ceca, 1905-1981), Charles Mortram Sternberg (Stati Uniti/Canada, 1885-1981), Manfred Reichel (Svizzera, 1896-1984), Mathurin Méheut (Francia, 1882-1958), Rudolf Freund (Stati Uniti,1915-1969), Rudolph Franz Zallinger (Stati Uniti, 1919-1995) , Maurice Charles John Wilson (Inghilterra, 1914-1987), Neave Parker (Inghilterra, 1910-1961), Margaret Matthew Colbert (Stati Uniti, 1911-), Louis Paul Jonas (Stati Uniti, 1894-1971), Jay H. Matternes (Stati Uniti, 1933-), William D. Berry (Stati Uniti, 1926-1979), Arthur George Hayward (Inghilterra, ?).

Rinascimento (1969-)

Waptia fieldensis. La ricostruzione 3d è opera di “Obsidian Soul” (utente di Wikipedia). Anche le faune cambriane hanno riservato molte sorprese, nel corso degli ultimi decenni...
Il cosidetto “Rinascimento dei dinosauri” (Dinosaur Renaissance) coincide temporalmente con un periodo di rinnovato interesse per i rettili mesozoici, ma non solo... Negli stessi anni, vengono compiute importanti scoperte in campo paleoantropologico ed evoluzionistico (si pensi, ad esempio, alla celebre revisione delle specie di Burgess). La figura del paleoartista nasce, o viene "consacrata", nei tardi anni ‘80, in un periodo di "dinomania" popolare. In un panorama dominato da dinosauri, d’ispirazione bakkeriana, sopravvive una minoranza specializzata nella paleoillustrazione mammalogica e/o antropologica (es. Jay Matternes, Mauricio Antón, Carl Buell, Kennis & Kennis, John Gurche). Infine, va ricordata la nuova frontiera della grafica 3d che, al di là della documentaristica, offre possibilità prima inimmaginabili. 

Vi sarebbero molti più nomi da ricordare, mi sono limitato ad alcuni tra i più celebri, specializzati frequentemente nella ricostruzione "in vivo" dei dinosauri: Robert T. Bakker (Stati Uniti, 1945-), Giovanni Caselli (Italia, 1939-), Eleanor M. Kish (Canada, 1924-), Gregory Scott Paul (Stati Uniti, 1959-), Stephen A. Czerkas (Stati Uniti, 1951-), William Stout (Stati Uniti, 1949-), Mark Hallett (Stati Uniti, 1947-), Douglas Henderson (Stati Uniti, 1949-), John Gurche (Stati Uniti, 1951-), John T. Sibbick (Inghilterra, 1949-), Peter Trusler (Australia, 1954-), Daniel Wade Varner (Stati Uniti, 1949-2012), Luis V. Rey (Spagna/Messico, 1955-), Carl Buell (Stati Uniti, 1946-), Mauricio Antón Ortuzar (Spagna, 1961-), Michael William Skrepnick (Canada, ?), Raul Martin (Spagna, 1964-), Adrie & Alfons Kennis (Olanda,?), Takashi Oda (Giappone, 1969-), Julius Thomas Csotonyi (Canada, 1973-), John Conway (Inghilterra, 1981), Frederik Spindler (Germania, 1983-), Andrey Atuchin (Russia, 1980-)

Note e riferimenti bibliografici:
Il tema della prima paleoarte è stato trattato recentemente da David Bressan, in un articolo (Early Paleoart) di "History of Geology". Questo soggetto (a cui avevo dedicato un altro post) può essere approfondito ulteriormente, vi sono numerosi volumi dedicati all'alba della paleontologia e dell'illustrazione paleontologica: "Scenes from Deep Time: Early Pictorial Representations of the Prehistoric World" (Martin J. S. Rudwick, 1995), "A History of Paleontology Illustration" (Jane P. Davidson, 2008), "Paleoimagery: The Evolution of Dinosaurs in Art" (Allen & Diane Debus, 2002); in italiano, "Cacciatori di Dinosauri: l'acerrima rivalità scientifica che portò alla scoperta del mondo preistorico" (Deborah Cadbury, 2002). Tra le pagine web va segnalato, in particolare, "Paleoartistry", un portale focalizzato sulla storia iconografica dei rettili mesozoici, con alcune utili suddivisioni temporali. 

venerdì 11 maggio 2012

La Linea dell'Immaginario (1) - "Povero Piccolo Cacciatore" di Brian Aldiss


"Povero Piccolo Cacciatore" (1958)
"Poor Little Warrior!"
Di Brian W. Aldiss

William D. Berry (1960s)

"Claude Ford sapeva esattamente cosa si provava a cacciare un brontosauro. Strisciavi incurante in mezzo all'erba sotto i salici, in mezzo ai piccoli fiori primitivi con i petali verdi e bruni come un piccolo campo da football, in mezzo al fango che assomigliava a una lozione di bellezza. Sbirciavi la creatura sdraiata in mezzo alle canne, il suo corpo grazioso come un calzino pieno di sabbia. Giaceva là, lasciando che la gravità coccolasse la sua peluria bagnata sulla palude, facendo scorrere le sue grosse narici grandi come l'imboccatura della tana di un coniglio, un piede sopra l'erba, descrivendo un ampio semicerchio, nella ronfante ricerca di altre canne carnose. Era bellissimo: qui l'orrore aveva raggiunto i suoi limiti, aveva percorso il cerchio completo, per poi infine scomparire su per il rigurgito del proprio sfintere. I suoi occhi luccicavano con la vivacità dell'alluce di un cadavere vecchio di una settimana, e il suo alito composito e il pelo nelle sue grezze cavità auricolari andavano raccomandati in maniera particolare a chiunque avrebbe altrimenti manifestato la propensione a parlare amorevolmente dell'opera di Madre Natura.

Ma mentre tu, piccolo mammifero con le dita opponibili e un fucile calibro 65 ad auto-caricamento, semi-automatico, a doppia canna, compudigitalizzato, col mirino telescopico, spietato e ad alto potenziale stretto nelle tue zampe per ogni altro verso indifese... sì, mentre sgusci sotto quegli antichissimi salici, ciò che primariamente ti attrae è la pelle della lucertola del tuono. Essa emana un odore che vibra profondamente come le note basse di un pianoforte. Fa assomigliare l'epidermide di un elefante a un foglio di carta igienica spiegazzato. È grigia come i mari dei vichinghi, di una profondità illusoria come le fondamenta di una cattedrale. Quale possibile contatto con le ossa avrebbe mai potuto placare la febbre di quelle carni? Sopra di essa corrono (puoi vederli da qui!), i piccoli pidocchi bruni che vivono in quei grigi muraglioni e in quei canyon, allegri come spettri, crudeli come granchi. Se uno di loro ti saltasse addosso molto probabilmente ti romperebbe la schiena. E quando uno di quei parassiti si ferma per drizzarsi sulle zampe sopra una delle vertebre del bronto, puoi vedere che trasporta a sua volta la propria messe di gaudenti parassiti, ognuno grosso quanto un'aragosta, poiché adesso sei vicino, oh, cosi vicino che riesci a sentir battere il primitivo organo cardiaco del mostro, mentre il ventricolo mantiene miracolosamente il tempo con l'orecchietta. Oramai non è più il tempo di ascoltare l'oracolo: sei al di là dello stadio dei presagi, adesso sei sulla strada dell'uccisione, la tua o la sua; per quest'oggi la superstizione ha avuto la sua giornata: d'ora in avanti soltanto questo tuo impaurito coraggio, questo vacillante conglomerato di muscoli intrappolato in modo non rintracciabile sotto il carapace della pelle resa lucida dal sudore, questo minuscolo stimolo sanguinario di trucidare il drago, risponderà a tutte le tue preghiere. Potresti sparare adesso. Aspetta soltanto che quella minuscola testa che erutta vapore si soffermi un'altra volta per inghiottire una badilata di giunchi di palude, e con un bang di una volgarità inesprimibile potrai mostrare a tutto l'indifferente mondo del giurassico che sta guardando dalla propria altezza l'estremità di quest'altra specie di verga sostituirsi brutalmente al sesso nella storia dell'evoluzione. 

martedì 1 novembre 2011

M'ammalia: gli scenari cenozoici di Jay Matternes

In occasione della terza edizione di "M'ammalia 2011: la Settimana dei Mammiferi", vi propongo una caralleta di illustrazioni di Jay H. Matternes, un vero maestro, particolarmente specializzato nella ricostruzione dei soggetti mammaliani. 

JAY MATTERNES (1933-)

Visita la sua galleria online.

2009 - VEDI VIDEO

 1960-1968 Murales terziari
Smithsonian National Museum of Natural History (VISITA VIRTUALE)

EOCENE MEDIO, 47 maf (Wyoming, N. America)

Uintatherium, Trogosus
fonte

mercoledì 29 giugno 2011

Born This Day: Ray Harryhausen

Ray Harryhausen - bozzetti per "The Valley of the Mist"

Ray Harryhausen - Ornithomimus fa una breve comparsa nel film dino-western "The Valley of Gwangi" (1969). Alcuni ornitomimidi erano già presenti nel celebre film di animazione "Fantasia" (1940), e torneranno sugli schermi nelle mani di Stephen Czerkas, con "Dinosaur Planet" (1978), e a seguire di Phil Tippett, in "Prehistoric Beast" (1985). Infine, un balzo nel virtuale, che li porterà a "Jurassic Park" (1993), per essere immolati ad Harryhausen & al "carnosauro cinematografico". Il sacrificio della stop-motion si compirà in pochi anni, mentre Ornithomimus risorgerà su schermo IMAX 3d,  con"T. rex: Back to the Cretaceous" (1998).

martedì 31 maggio 2011

Diorami dello Smithsonian National Museum of Natural History

Presso il National Museum of Natural History (Washington, D.C.) sono presenti alcuni bellissimi diorami mesozoici, probabilmente allestiti durante la prima seconda metà del '900. In rete, sono riuscito a recuperare foto di almeno tre dei diorami, ambientati rispettivamente nel Triassico superiore, nel Giurassico superiore e nel Cretaceo superiore (difficile essere più precisi). I modellini sono ricchi di dettagli e, considerato il contesto storico e iconografico, risultano curati nell'aspetto anatomico. Si tratta di scenari tra i più frequentemente rappresentati, ma la fauna non è del tutto stereotipata, includendo specie tra le meno popolari, come Thescelosaurus (che d'altronde è presente nella collezione Smithsonian) e Placerias. Anche il paesaggio risulta estremamente credibile, e il terreno è disseminato di arbusti stentati e delle impronte degli animali. Se dovessi immaginarmi un Mesozoico "old school", comincerei osservando questi diorami...

Chi ha lavorato alla loro realizzazione? Forse Jay Matternes o William Berry? Pur non rappresentando i vertici della loro produzione, entrambi ebbero modo di occuparsi di dinosauri, e con notevole competenza, pochi anni prima della Bakker-mania (forse il termine è un po' esasperato, ma acquista senso di fronte alle opere tarde di Z. Burian un esempio). Presso il museo Smithsonian sono presenti alcuni celebri murales cenozoici, opera di Matternes. AGGIORNAMENTO 17/01/2013 --> Alla realizzazione dei diorami contribuirono Norman Deaton, oltre a Jay Matternes & Nicholas Hotton (per approfondimenti: "Dinosours" 08/01/2013) 

Di seguito, una carellata di immagini, per la maggior parte foto di vecchie cartoline dello Smithsonian (realizzate da Alfred Harrell & Dane Penland, nel 1977). Per altre fotografie, clikkate sui nomi dei generi (l'elenco è incompleto, e escluderebbe comunque le specie botaniche).

Diorama di Norman Deaton, realizzato in collaborazione con Jay Matternes e Nicholas Hotton /  La fauna del diorama triassico: Plateosaurus, "labirintodonti" (...), Coelophysis, Placerias, fitosauri (...), ? Trilophosaurus 
fonte