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domenica 21 ottobre 2012

Tra storie iconografiche e progetti personali

Vorrei anticiparvi qualcosa di due importanti progetti personali: 

-  un articolo, di stampo accademico, inerente la ricostruzione biologica e la storia paleontologica ed iconografica di un genere fossile. In pratica, uno studio d'indirizzo "paleoartistico", rivolto anche all'illustratore. La ricerca nasce da una collaborazione con il paleontologo Simone Maganuco e l'illustratore Lukas Panzarin, e ha come soggetto Styracosaurus (a distanza di un secolo dalla sua descrizione, risalente al 1913), di cui verrà realizzata una ricostruzione scultorea, a grandezza naturale, nel contesto della mostra "Dinosauri in Carne e Ossa". Per ora, dovrete accontentarvi di questo spazio Tumblr, "Styracosauricon", a cui potrete contribuire voi stessi, segnalandomi immagini, di origine scientifica o non, ispirate a questo genere fossile.

Styracosauricon 

- un volume, ampiamente illustrato, dedicato ai dinosauri iconografici e alla storia della paleoillustrazione (in basso, ne è visibile qualche anteprima della stampa di prova, di circa 70 pagine). Anche in questo caso, l'abbondanza d'immagini è resa possibile da una collaborazione con "Dinosauri in Carne e Ossa" (a cui è ispirato il titolo attuale, "Dinosauri ricreati: storie tra scienza e arte") ed i suoi illustratori. Vi aggiornerò sui futuri sviluppi.


Il libro include una sezione dedicata alla storia della paleoarte che, per comodità di consultazione, ho suddiviso in cinque periodi, del tutto sperimentali, di cui andrà verificata la coerenza e la precisione. 

Storia della "paleoarte" biologica: un tentativo di sintesi

All'interno di "The Complete Dinosaur" (Farlow & Brett-Surman, 1997) viene proposta tentativamente una divisione in quattro periodi della storia della "dinosaurologia", volendo restringere il campo alla paleontologia dei dinosauri mesozoici. Per approfondimenti online, vi rimando ad un post di Leonardo Ambasciano, pubblicato su "Geomythologica" (18/07/2008).

Vorrei proporre (informalmente) una qualche periodizzazione anche per la "paleoarte" di ramo biologico. Nel caso dell'illustrazione paleontologica la cronologia è più ampia, e i soggetti sono estremamente vari, non solo dal punto di vista della biologia sistematica. Per ora, limitiamoci alle ricostruzioni biologiche dell'iconografia "occidentale", con soggetto i soli tetrapodi fossili.  La suddivisione scelta è forse ancora troppo "dinosaurocentrica", andrebbe rivista sicuramente. La parola "paleoarte" viene qui applicata, senza particolari pretese formalistiche, come sinonimo di "illustrazione e scultura paleontologica". (NdR: per il versante floristico, suggerisco l'articolo di David Bressan "Plant Paleoart Through the Ages")

Proto-paleoarte (circa 1793-1830)

La strana creatura di Johann Hermann (1800). Questa ricostruzione,  apparsa in una lettera a Cuvier, rappresenta un primo esempio di paleoarte “in vivo”. vedi post 06/11/2011 
L’illustrazione paleontologica pone le sue radici nella storia secolare dell’illustrazione anatomica e naturalistica. La paleontologia non esiste ancora, come scienza "autonoma". Viene gradualmente riconosciuta la natura (paleo) biologica dei fossili, la vastità del tempo geologico e la realtà dell’estinzione. Permane una visione biblica della preistoria, romanticamente legata a mostri, diluvi e catastrofi. L’illustrazione tecnico-descrittiva, rivolta ad un pubblico specializzato, domina l’iconografia di questo periodo. Viene inaugurata, in modo contenuto, la tradizione della paleoarte “in vivo” e dello “skeletal restoration” (scheletro con silhouette di tessuti molli). Le sale dei musei di storia naturale espongono, per la prima volta, resti e ricostruzioni scheletriche di mammut e megateri. 

Alcune tra le prime ricostruzioni biologiche. Dall’alto verso il basso, rispettivamente: il megaterio di Bru De Ramón (1793); una ricostruzione “in vivo” di mammut, eseguita da Roman Boltunov (1804); il mastodonte di Cuvier (1806--> fvedi "Big Bone Lick: The Credle of American Paleontology ").
Alcuni autori rilevanti: Juan Bautista Bru De Ramón (Spagna, 1740 -1799), Johann Hermann (Francia, 1738-1800), Georges Cuvier (Francia, 1769-1832), Charles Léopold Laurillard (Francia, 1783-1853), Samuel Thomas Soemmerring (Germania, 1755-1830). 

Periodo eroico (1830-1890)

Henry de la Beche (1830) - vedi post  09/02/2012
Il geologo Henry de la Beche realizza “Duria Antiquior”, una celebre illustrazione (visibile sopra) con soggetto l’antico ambiente e la sua biocenosi. Vi figurano i bizzarri rettili marini del Giurassico, scoperti tra le rocce del Dorset. La paleoarte ambientale si diffonde, anche a livello popolare e divulgativo. Vengono descritti, per la prima volta, resti di dinosauro. La frammentarietà dei fossili di iguanodonte o megalosauro rese problematica la loro interpretazione. Nel 1854, viene inaugurato il primo parco a tema, e si diffonde l'interesse popolare per la preistoria. Nel 1858, Charles Darwin pubblica “L’Origine delle Specie”, ma il riconoscimento di un processo evolutivo, per selezione naturale, avverrà solo gradualmente. Intanto, negli Stati Uniti, abbiamo la stagione d’oro della caccia ai fossili, con la scoperta di ricchi giacimenti a dinosauri.

George Scharf (1835) - vedi post  03/02/2012 

Tra gli autori più rilevanti: Henry de la Beche (Inghilterra, 1796-1855), Georg August Goldfuss (Germania, 1782-1848), Gideon Mantell (Inghilterra, 1790-1852), George Johann Scharf (Inghilterra, 1788–1860), John Martin (Inghilterra, 1779-1854), Edward Newman (Inghilterra, 1801-1876), Benjamin Waterhouse Hawkins (Inghilterra, 1807-1894), Jan Nieszkowski (Polonia, 1833-1866), Joseph Kuwasseg (Austria, 1799-1859), Édouard Riou (Francia, 1833-1900), Ferdinand von Hochstetter (Germania, 1829-1884), Archibald M. Willard (Stati Uniti, 1836-1918), Edward Drinker Cope (Stati Uniti, 1840-1897).

Periodo classico (1890-circa 1930)

Smilodon populator, di Charles Knight (1905)
La Storia della Vita è ormai familiare a molti illustratori naturalistici, ed alcuni vi si specializzano. Tra questi, Charles Knight è uno tra i più abili, per la sua resa naturalistica e credibile di dinosauri e mammiferi fossili. Knight collabora con l’autorevole paleontologo Henry Fairfield Osborn (1857-1935). Il loro contributo alla divulgazione e alla musealizzazione della paleontologia fu immenso. Il decennio 1900-1910 può essere considerato, secondo alcuni autori  (Debus & Debus, 2002), un periodo di importante riformazione. La preistoria è ora al centro di molti trattati specialistici o popolari, riccamente illustrati. Dinosauri e cavernicoli, già diffusi nella letteratura popolare, approdano al cinema, e tra le vignette.

Tra gli autori più rilevanti: Joseph Smit (Paesi Bassi, 1836-1929), Alice B. Woodward (Inghilterra, 1862-1951), Charles Robert Knight (Stati Uniti, 1874-1953), James Carter Beard (Stati Uniti, 1837-1913), Frank Bond (Stati Uniti, 1878-1944), Robert Bruce Horsfall (Stati Uniti, 1869-1948), Harry Govier Seeley (Inghilterra, 1839-1909), Charles Whymper (Inghilterra, 1853-1941), Lancelot Speed (Inghilterra, 1860-1931), Erwin S. Christman (Stati Uniti, 1885-1921), Richard Swann Lull (Stati Uniti, 1867-1957), Joseph Franz Pallenberg (Germania, 1882-1946), Oliver Perry Hay (Stati Uniti, 1846-1930), Charles Whitney Gilmore (Stati Uniti, 1874-1945), Othenio Abel (Austria, 1875-1946), Gerhard Heilmann (Danimarca, 1859-1946), Heinrich Harder (Germania, 1858-1935), Vernon Edwards (Inghilterra, ?), Amédée Forestier (Inghilterra, 1854-1930)

Periodo moderno (circa 1930-1969)

Una delle più popolari immagini della paleoarte, “March of Progress”, di R. Zallinger (1965). Malgrado l’immediatezza, la sua (uni)linearità viene considerata erronea.
I progressi della biologia e della paleontologia confluiscono nella teoria neodarwiniana. L'evoluzione dei sinapsidi (paleozoici, mesozoici e cenozoici) è al centro di vivaci dibattiti, nella paleontologia dei vertebrati, e vengono compiuti importanti progessi nel settore paleoantropologico. In questo contesto, crescono alcuni dei più autorevoli e prolifici paleoillustratori della Storia, quali Zdeněk Burian, Rudolph Zallinger (nel 1949, vince il Premio Pulitzer per la pittura) e Jay Matternes.

Tra gli autori più rilevanti: James Edward Allen (Stati Uniti, 1911-1971), Loris Shano Russell (Stati Uniti, 1904-1998), Gerhard Ernest Untermann (Germania/USA, 1864-1956), Zdeněk M. F. Burian (Repubblica Ceca, 1905-1981), Charles Mortram Sternberg (Stati Uniti/Canada, 1885-1981), Manfred Reichel (Svizzera, 1896-1984), Mathurin Méheut (Francia, 1882-1958), Rudolf Freund (Stati Uniti,1915-1969), Rudolph Franz Zallinger (Stati Uniti, 1919-1995) , Maurice Charles John Wilson (Inghilterra, 1914-1987), Neave Parker (Inghilterra, 1910-1961), Margaret Matthew Colbert (Stati Uniti, 1911-), Louis Paul Jonas (Stati Uniti, 1894-1971), Jay H. Matternes (Stati Uniti, 1933-), William D. Berry (Stati Uniti, 1926-1979), Arthur George Hayward (Inghilterra, ?).

Rinascimento (1969-)

Waptia fieldensis. La ricostruzione 3d è opera di “Obsidian Soul” (utente di Wikipedia). Anche le faune cambriane hanno riservato molte sorprese, nel corso degli ultimi decenni...
Il cosidetto “Rinascimento dei dinosauri” (Dinosaur Renaissance) coincide temporalmente con un periodo di rinnovato interesse per i rettili mesozoici, ma non solo... Negli stessi anni, vengono compiute importanti scoperte in campo paleoantropologico ed evoluzionistico (si pensi, ad esempio, alla celebre revisione delle specie di Burgess). La figura del paleoartista nasce, o viene "consacrata", nei tardi anni ‘80, in un periodo di "dinomania" popolare. In un panorama dominato da dinosauri, d’ispirazione bakkeriana, sopravvive una minoranza specializzata nella paleoillustrazione mammalogica e/o antropologica (es. Jay Matternes, Mauricio Antón, Carl Buell, Kennis & Kennis, John Gurche). Infine, va ricordata la nuova frontiera della grafica 3d che, al di là della documentaristica, offre possibilità prima inimmaginabili. 

Vi sarebbero molti più nomi da ricordare, mi sono limitato ad alcuni tra i più celebri, specializzati frequentemente nella ricostruzione "in vivo" dei dinosauri: Robert T. Bakker (Stati Uniti, 1945-), Giovanni Caselli (Italia, 1939-), Eleanor M. Kish (Canada, 1924-), Gregory Scott Paul (Stati Uniti, 1959-), Stephen A. Czerkas (Stati Uniti, 1951-), William Stout (Stati Uniti, 1949-), Mark Hallett (Stati Uniti, 1947-), Douglas Henderson (Stati Uniti, 1949-), John Gurche (Stati Uniti, 1951-), John T. Sibbick (Inghilterra, 1949-), Peter Trusler (Australia, 1954-), Daniel Wade Varner (Stati Uniti, 1949-2012), Luis V. Rey (Spagna/Messico, 1955-), Carl Buell (Stati Uniti, 1946-), Mauricio Antón Ortuzar (Spagna, 1961-), Michael William Skrepnick (Canada, ?), Raul Martin (Spagna, 1964-), Adrie & Alfons Kennis (Olanda,?), Takashi Oda (Giappone, 1969-), Julius Thomas Csotonyi (Canada, 1973-), John Conway (Inghilterra, 1981), Frederik Spindler (Germania, 1983-), Andrey Atuchin (Russia, 1980-)

Note e riferimenti bibliografici:
Il tema della prima paleoarte è stato trattato recentemente da David Bressan, in un articolo (Early Paleoart) di "History of Geology". Questo soggetto (a cui avevo dedicato un altro post) può essere approfondito ulteriormente, vi sono numerosi volumi dedicati all'alba della paleontologia e dell'illustrazione paleontologica: "Scenes from Deep Time: Early Pictorial Representations of the Prehistoric World" (Martin J. S. Rudwick, 1995), "A History of Paleontology Illustration" (Jane P. Davidson, 2008), "Paleoimagery: The Evolution of Dinosaurs in Art" (Allen & Diane Debus, 2002); in italiano, "Cacciatori di Dinosauri: l'acerrima rivalità scientifica che portò alla scoperta del mondo preistorico" (Deborah Cadbury, 2002). Tra le pagine web va segnalato, in particolare, "Paleoartistry", un portale focalizzato sulla storia iconografica dei rettili mesozoici, con alcune utili suddivisioni temporali. 

domenica 2 settembre 2012

La linea dell'immaginario (5) - Muta intelligenza

Il 15 agosto si è spento Harry Harrison (1925-2012), un prolifico scrittore di fantascienza. Vanta di un notevole contributo al genere preistorico (in una sua forma ucronica), il "Ciclo degli Yilanè" (1984-1988 / sito ufficiale). La storia (raccontata in una trilogia) riflette l'immaginario emergente di quegli anni: il dinosauroide antropocentrico di Russell e Séguin (nel caso di Harrison, uno squamato mosasauroide) incontra, o meglio, non incontra il cataclisma K-Pg, e si dà all'ingegneria genetica. Harrison rivela biologia, usi e costumi (linguaggio incluso) delle sue creature, rendendo di maggiore fascino uno scenario altrimenti arido e artificiale, per quanto evolutivamente impossibile (il mondo è popolato anche da uomini e proboscidati, qui originari del Nord America). Ne approfitto per segnalare una splendida illustrazione di Wayne Barlowe, con soggetto la Yilanè (malgrado il discutibile titolo italiano, sono rettili antropomorfi al femminile), che tuttavia non rientra tra le immagini dei romanzi originali (illustrazioni interne di Bill Sanderson, copertine di Gino D'achille - per approfondimenti)

Wayne Barlowe, 1992 (da "The Ultimate Dinosaur" - vedi edizione italiana)
" - Insensate, miserabili creature mute! Voi non sapete niente della bellezza del parlare, della flessibilità del linguaggio, della gioia di chi è coerente. Voi nuotate, pescate, vi scaldate al sole e dormite. Potreste essere morte e non farebbe nessuna differenza. Io stessa, se fossi morta... - Era sveglia, ora. Del tutto sveglia e ben riposata, perchè il suo sonno era stato lungo. Lei non sapeva quanto lungo; sapeva soltanto che molti giorni erano trascorsi, e molte notti. Mentre le onde si allungavano in lenti ventagli di schiuma fino ai suoi piedi, Vaintè ripensò a ciò che era successo e cominciò a comprenderne una parte. Abbandonata, privata del mondo che conosceva, strappata alla sua città, alla sua autorità, al suo rango, lei era stata gettata su quella spiaggia per morire. (...) Lì non c'era niente per lei, non era neppure un posto degno di avere un nome. Quando lo aveva accettato come rifugio era malata. Ora stava bene. Non c'era ragione di restare lì, niente da ricordare, nessuna a cui parlare prima di separarsi. Senza neppure voltarsi a guardare la spiaggia avanzò nell'acqua bassa, si tuffò fra le onde e cominciò a nuotare verso Nord." (tratto dal terzo ed ultimo volume, "Scontro Finale", pubblicato nel 1988 - il titolo originale è "Return to Eden")

Ai futuri sognatori (scrittori provetti o meno), interessati al soggetto, segnalo un recente articolo di Andrea Cau (paleontologo dei vertebrati, nonchè autore di un romanzo fantascientifico), pubblicato nel contesto di un Carnavele scientifico dedicato al celebre progetto SETI ("Search for Extra-Terrestrial Intelligence"). Il provocatorio contributo di Andrea riformula il problema, spostando la ricerca di vita intelligente da un contesto astronomico ad uno geocronologico, essenzialmente terrestre. Un SETI alternativo ("Search for Extinct Terrestrial Intelligence"), alla ricerca di specie di ere lontane, come aliene, per la nostra quotidianità olocenica. Le Civiltà del Tempo Geologico sono ben note all'immaginario fantascientifico e/o orrorifico (per approfondire): si pensi ai mondi perduti di Howard Lovecraft (Dagon venne prima dell'Yilanè...). Malgrado gli sforzi creativi (non sempre originali) degli scrittori, lo sviluppo di un'intelligenza antropomorfa non sembra essere intrinseco delle Storie della Vita, a prescindere dai miliardi di anni a disposizione. Tra il serio e il faceto, Cau (1,2) e Darren Naish (riepilogo delle trattazioni a tema, su "Tetrapod Zoology") hanno dedicato una serie di post al dinosauroide, rivalutato criticamente. Anche volendo immaginarne l'esistenza, seguendo le leggi creative (prima che biologiche) della "Speculative Evolution", un rettile dalle fattezze umane si spingerebbe ben oltre la semplice convergenza evolutiva. Molti territori creativi scoperti scientificamente vanno ancora esplorati dagli scrittori del fantastico. Dunque, buona navigazione! Forse, lungo un infausto tragitto, incrocerete il sentiero di una qualche ignota, muta intelligenza...

Copertina del secondo volume, "Winter in Eden" (1986 / titolo della versione italiana: "Il nemico degli Yilanè"). La poderosa creatura visibile nell'illustrazione (di Gino d'Achille) viene definita "uruketo", ovvero una sorta di sottomarino OGM (un ittiosauro creato dagli ingegneri genetici Yilanè, dotato persino di un "locale" interno, adibito al trasporto di passeggeri e mercanzia). 

"Furono le sculture, comunque, a impressionarmi di più. Ben visibili, per la loro mole ciclopica, anche al di qua dell'abisso, formavano una sequenza di bassorilievi il cui tema avrebbe fatto l'invidia di un Doré. Credo che nelle intenzioni degli scultori le figure dovessero rappresentare uomini, o almeno una specie particolare di uomini, che tuttavia nuotavano come pesci nelle profondità di grotte sottomarine e pregavano davanti a un altare di pietra pure sommerso. Non oso descrivere oltre nei particolari i loro corpi, i loro volti, perchè il semplice ricordo mi fa star male. Grotteschi oltre l'immaginazione di un Poe o di un Bulwer-Lytton, nell'insieme erano maledettamente umani ma avevano mani e piedi palmati, labbra enormi e mollicce, occhi vitrei e sporgenti e altri tratti ancora più spiacevoli. Cosa alquanto strana, sembravano sproporzionati rispetto allo sfondo: una delle creature era rappresentata nell'atto di uccidere una balena che era poco più grande di lei. Fui colpito, come ho detto, dalle loro dimensioni e dall'aspetto grottesco, ma un attimo dopo decisi che doveva trattarsi semplicemente degli dei fantastici di una primitiva popolazione di pescatori o marinai; una popolazione, peraltro, i cui ultimi discendenti erano morti milioni di anni prima che nascesse l'antenato dell'uomo di Neanderthal o di Piltdown. Intimorito dalle prospettive che si aprivano su un passato inconcepibile anche per l'antropologo più fantasioso, continuai a rimuginare sotto la luna che gettava strani riflessi nel canale ai miei piedi. Poi, all'improvviso, lo vidi." (tratto da "Dagon", racconto breve di H. P. Lovecraft, luglio 1919)


mercoledì 4 luglio 2012

I bestiari di David Peters

Tra i cultori dell'illustrazione paleontologica, in molti hanno qualche familiarità con il lavoro di David Peters, e in particolare con certe sue speculazioni, in fatto di pterosauri e rettili fossili. Marchiato come pseudoscienziato pazzo, difensore di "Peterosauria", la sua credibilità è stata messa in forte dubbio, con gravi ripercussioni sulla sua intera produzione paleoartistica. Il tema è già stato discusso ampiamente da altri blogger, più competenti (Darren Naish 03/07/2012, Nima Sassani 14/0572011, Mickey Mortimer 04/06/2012, Brian Switek 03/07/2012, Mark Witton 04/07/2012; in italiano, Andrea Cau 03/07/2012), quindi mi limiterò ad alcuni punti d'interesse personale.

David Peters, 1989 / Stomatosuchus (vedi "A Gallery of Dinosaurs & Other Early Reptiles")

David ha recentemente dato vita ad un colossale database dedicato ai tetrapodi, "Reptile Evolution", una miscela di immagini utili o completamente fuorvianti, presentate tra termini tecnici e misconcezioni di fondo. Molti dei contenuti del sito sfidano i moderni raggiungimenti nel settore, senza proporvi alternative razionali. "Affermazioni incredibili, richiedono evidenze incredibili", come ricordava Carl Sagan, in opposizione alle suggestioni delle pseudoscienze. Il confine tra scienza, proto-scienza (come viene considerata la memetica) e pseudo-scienza (Voyager: la più grande scoperta dell'umanità, scientificamente ignorata o oggettivamente ignorante?) è piuttosto marcato, a prescindere dalla natura degli scenari. Il problema non è nei santi risorti o negli alieni rettiloidi, sta tutto nella differenza di metodo e nella sua diversa oggettività. Cosa c'entra tutto questo con Peters? Qualche legame esiste: difende a spada tratta qualcosa che vede solo lui, e se vuole convincere qualcuno della sostenibilità di ciò che afferma gli serviranno metodi credibili ed evidenze incredibili, che qui mancano (il lungo post di Darren Naish ne offre una valida sintesi).  

David Peters - MPUM 6009 (l'originale è conservato presso il Museo di Storia Naturale di Milano, per chi fosse interessato ad osservarlo dal vivo -non si promettono creste o esperienze metafisiche)
Cristodactylus cristatus! Se nessuno riesce a vedere (come semplice esempio) creste o cristi risorti, l'autore dovrebbe porsi qualche interrogativo metodologico, se sceglie di condividere i suoi risultati (in modo oggettivo e comprensibile). O almeno si spera.

mercoledì 6 giugno 2012

La Linea dell'Immaginario (3) - L'inferno di Ray Bradbury

Estratto di "A parte un dinosauro, che cosa vuoi diventare da grande?"
"Beside a Dinosaur, Whatta Ya Wanna Be When YouGrow Up?" ("Dinosaur Tales", 1983)

Di Ray Bradbury

Illustrazione di copertina di William Stout

"Dio, reverendo, è stato fantastico! I mostri!"
"Non adorare nè i mostri nè gli uomini, però" disse il reverendo, tentando di mantenere il sermone sui binari giusti. Benjamin non era tipo da lasciarsi fuorviare. "Mi è piaciuta la parte sul desiderare che qualcosa succeda. E' vero?" Il reverendo per poco non si ritrasse sotto lo sguardo abbagliante del ragazzo. "Ebbene..." "Voglio dire" riprese Benjamin "se qualcuno desidera qualcosa con sufficiente intensità, si avvera?" "A patto" s'intromise il nonno, accorendo per trarre in salvo il reverendo dalla sua stessa progenie "che tu dia elemosine ai poveri, reciti le preghiere giuste, faccia con diligenza i compiti di casa, riordini la tua stanza..." Il nonno rimase a corto di parole. "Ma è un sacco di cose" esclamò Benjamin, spostando gli occhi dal precipizio del nonno all'altopiano del reverendo Clue. "Che cosa devo fare prima di tutto?" "Il Signore ci desta ogni giorno chiamando ognuno di noi al proprio compito, figliolo. Me al mio: fare il reverendo. Te al tuo: essere un ragazzo, ardente e pronto a desiderare di diventare" "Desiderare di diventare" Benjamin ridacchiò, col viso ardente. "Desiderare di diventare" "Ma solo dopo aver fatto il tuo dovere, ragazzo, solo dopo aver fatto il tuo dovere." Ma Benjamin, rianimato e pieno di slancio, corse, si fermò, poi tornò indietro, senza dargli ascolto. "Reverendo, è stato Dio a creare quelle bestie, giusto?" "Ebbene sì, che ti benedica, figliolo. E' stato lui." "Lei pensa mai al perchè?" Il nonno posò la mano sulla spalla di Benjamin, ma Benjamin, lui, non la sentì. "Voglio dire, per quale motivo Dio avrebbe creato i dinosauri per poi farli scomparire?" "Egli opera per vie misteriose..." "Troppo misteriose per me" ribatte Ben con audacia. "Non sarebbe magnifico se avessimo il nostro dinosauro privato qui a Green Town, Illinois, tornato per non scomparire mai più? Le ossa sono favolose, ma l'animale reale, non sarebbe magnifico? "Ho anch'io un debole per i mostri, a dir la verità" ammise il reverendo. "Lei pensa che Dio li farà mai rivivere?" La conversazione, a quanto poteva vedere il reverendo, stava puntando verso le sabbie mobili, e lui non aveva intenzione di sprofondarci. "Tutto quello che so con certezza è che, se muori e vai all'inferno, ci saranno le bestie, o un loro facsimile, ad aspettarti." Benjamin sorrise raggiante. "Vale quasi la pena di morire!" "Figliolo" cominciò il reverendo. Ma il ragazzo era corso via.

William Stout - illustrazione originale per il racconto "Un rombo di Tuono", una tra le creazioni più celebri dello scrittore. La foresta era vasta e piena di fremiti, fruscii, sussurri e sospiri. Di colpo tutto cessò, come se qualcuno avesse chiuso una porta. Silenzio. Un rombo di tuono. Dalla foschia, a un centinaio di metri di distanza, sbucò il Tyrannosaurus rex. "Cristo" mormorò Eckles. "Stt!" Avanzava su grandi zampe oliate, elastiche, agili. Torreggiava di una decina di metri sopra la metà degli alberi, un grande dio del male, che piegava i delicati artigli da orologiaio avvicinandoli al petto oleoso da rettile.

"Dunque, vedete, i dinosauri che precipitavano dalla parete rocciosa in Un mondo perduto, un vecchissimo film del 1925, mi colpirono in pieno, così come King Kong quando avevo 12 anni. Letteralmente schiacciato, senza fiato per l'amore, cominciai ad arrabattarmi con la mia macchina da scrivere giocattolo, e da allora ho trascorso il resto della mia vita a spasimare per quell'amore inappagato. Lungo la strada ho incontrato un altro giovanotto, esattamente della stessa età, che nutriva esattamente lo stesso amore, per non dire bramosia. Giacchè quelle creature preistoriche popolavano i suoi giorni e turbavano le sue notti. Il giovanotto si chiamava Ray Harryhausen. Nel garage di casa sua stava costruendo, e animando con una pellicola da 8 mm a passo, una famiglia di dinosauri. Io andai spesso a trovare quella famiglia, tenni fra le mani i modellini, parlai per ore e ore, per molte sere di molti anni, con il mio amico, e ci trovammo d'accordo sul fatto che doveva crescere per dare vita ai dinosauri. Io dovevo per prestare loro la parola. E così è stato." (Ray Bradbury, 12 agosto 1982)


 "Il mondo perduto" (1925), film completo

Ray Harryhausen "Evolution of the World" (1938-40)

"Il risveglio del dinosauro" è stato il primo e l'unico film al quale abbia collaborato. Non è stato un gran film, e nemmeno un buon film, ma l'inizio di due carriere che alla fine hanno portato i film di animazione di Ray, le sue bestie - e i miei libri - in alcuni degli angoli più remoti del mondo. (Ray Bradbury, 1982)

domenica 20 maggio 2012

"Anomalocaris virtualis": Gould, divulgazione visuale e acquari 3d

GSC 75555

Le ricerche compiute intorno alle bizzarrie paleontologiche di Burgess, specie antiche di 500 milioni di anni, nascondono un'intricata rete di vicende scientifiche e umane. Una storia lunga un secolo, ripercorsa magistralmente tra le pagine di "La Vita Meravigliosa" (1989), attraverso le riflessioni del celebre Stephen Jay Gould. Una lettura essenziale, per ogni "curioso" o "esperto": specie fossili allucinanti, una storia meravigliosa, un autore illustre. Gould è morto il 20 maggio del 2002, dieci anni fa esatti.


domenica 2 ottobre 2011

Corythosaurus, tra pitture e animatronic

Si è recentemente concluso l'International Hadrosaur Symposium, di cui è già disponibile il volume con gli abstract. Per rimanere in tema, ho deciso di riesumare gli ultimi adrosauri semi-acquatici, ancora molto comuni nelle raffigurazioni anni '80... Ecco gli esempi più spettacolari, opera dell'illustratrice Ely Kish.
Corythosaurus - Ely Kish, ?1977 (precedente al 1989)
Edmontosaurus - Ely Kish, 1977
 

Un estratto di "Il Pianeta dei Dinosauri" (1993), di Piero e Alberto Angela, con la consulenza paleontologica di Dale Russell. In un certo senso, questa serie documentaristica diede un tocco di vita agli scenari mesozoici della Kish, al fronte dell'era del digitale (vedi DIETRO LE QUINTE)...

domenica 18 settembre 2011

sabato 21 maggio 2011

Il ritorno di David Peters

"Giants of Land, Sea & Air Past & Present" & "A Gallery of Dinosaurs & Other Early Reptiles", scaricabili gratuitamente dal sito dell'autore: http://davidpetersstudio.com/books.htm



 GALLERIA cronologica (anni '80-1996)


Tyrannosaurus - David Peters (?anni '80)

domenica 17 aprile 2011

Phil Tippett's Prehistoric Beast e i mondi di Douglas Henderson

Phil Tippett's Prehistoric Beast 

 "Tomia Marge did the miniature sets on parallel tables and painted the backgrounds, which she followed from Doug Henderson's illustrations. "Doug is a great wildlife and landscape artist, whose specialty is doing dinosaurs" Phil Tippett, 1986 (Fonte)