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sabato 17 agosto 2013

Che cos'è la Geomitologia?

La geomitologia vi è già stata introdotta in un precedente post (13/04/2012 Fossili e Miti). Per approfondirne la storia e le finalità, vi suggerisco la lettura di questo nuovo articolo di Leonardo Ambasciano: "Che cos'è la geomitologia? Breve storia bibliografica di una disciplina al femminile" (aggiornamento 28/08/12 "Myth and Geology")

Wayne Barlowe (1996) - Ispirandosi ad un'ipotesi della folklorista Adrienne Mayor, Barlowe raffigura un grifone dalle fattezze di un dinosauro ceratopso. Le "origini" del grifone restano da chiarire,  a prescindere dall'ipotetica componente geomitologica.

domenica 21 ottobre 2012

Tra storie iconografiche e progetti personali

Vorrei anticiparvi qualcosa di due importanti progetti personali: 

-  un articolo, di stampo accademico, inerente la ricostruzione biologica e la storia paleontologica ed iconografica di un genere fossile. In pratica, uno studio d'indirizzo "paleoartistico", rivolto anche all'illustratore. La ricerca nasce da una collaborazione con il paleontologo Simone Maganuco e l'illustratore Lukas Panzarin, e ha come soggetto Styracosaurus (a distanza di un secolo dalla sua descrizione, risalente al 1913), di cui verrà realizzata una ricostruzione scultorea, a grandezza naturale, nel contesto della mostra "Dinosauri in Carne e Ossa". Per ora, dovrete accontentarvi di questo spazio Tumblr, "Styracosauricon", a cui potrete contribuire voi stessi, segnalandomi immagini, di origine scientifica o non, ispirate a questo genere fossile.

Styracosauricon 

- un volume, ampiamente illustrato, dedicato ai dinosauri iconografici e alla storia della paleoillustrazione (in basso, ne è visibile qualche anteprima della stampa di prova, di circa 70 pagine). Anche in questo caso, l'abbondanza d'immagini è resa possibile da una collaborazione con "Dinosauri in Carne e Ossa" (a cui è ispirato il titolo attuale, "Dinosauri ricreati: storie tra scienza e arte") ed i suoi illustratori. Vi aggiornerò sui futuri sviluppi.


Il libro include una sezione dedicata alla storia della paleoarte che, per comodità di consultazione, ho suddiviso in cinque periodi, del tutto sperimentali, di cui andrà verificata la coerenza e la precisione. 

Storia della "paleoarte" biologica: un tentativo di sintesi

All'interno di "The Complete Dinosaur" (Farlow & Brett-Surman, 1997) viene proposta tentativamente una divisione in quattro periodi della storia della "dinosaurologia", volendo restringere il campo alla paleontologia dei dinosauri mesozoici. Per approfondimenti online, vi rimando ad un post di Leonardo Ambasciano, pubblicato su "Geomythologica" (18/07/2008).

Vorrei proporre (informalmente) una qualche periodizzazione anche per la "paleoarte" di ramo biologico. Nel caso dell'illustrazione paleontologica la cronologia è più ampia, e i soggetti sono estremamente vari, non solo dal punto di vista della biologia sistematica. Per ora, limitiamoci alle ricostruzioni biologiche dell'iconografia "occidentale", con soggetto i soli tetrapodi fossili.  La suddivisione scelta è forse ancora troppo "dinosaurocentrica", andrebbe rivista sicuramente. La parola "paleoarte" viene qui applicata, senza particolari pretese formalistiche, come sinonimo di "illustrazione e scultura paleontologica". (NdR: per il versante floristico, suggerisco l'articolo di David Bressan "Plant Paleoart Through the Ages")

Proto-paleoarte (circa 1793-1830)

La strana creatura di Johann Hermann (1800). Questa ricostruzione,  apparsa in una lettera a Cuvier, rappresenta un primo esempio di paleoarte “in vivo”. vedi post 06/11/2011 
L’illustrazione paleontologica pone le sue radici nella storia secolare dell’illustrazione anatomica e naturalistica. La paleontologia non esiste ancora, come scienza "autonoma". Viene gradualmente riconosciuta la natura (paleo) biologica dei fossili, la vastità del tempo geologico e la realtà dell’estinzione. Permane una visione biblica della preistoria, romanticamente legata a mostri, diluvi e catastrofi. L’illustrazione tecnico-descrittiva, rivolta ad un pubblico specializzato, domina l’iconografia di questo periodo. Viene inaugurata, in modo contenuto, la tradizione della paleoarte “in vivo” e dello “skeletal restoration” (scheletro con silhouette di tessuti molli). Le sale dei musei di storia naturale espongono, per la prima volta, resti e ricostruzioni scheletriche di mammut e megateri. 

Alcune tra le prime ricostruzioni biologiche. Dall’alto verso il basso, rispettivamente: il megaterio di Bru De Ramón (1793); una ricostruzione “in vivo” di mammut, eseguita da Roman Boltunov (1804); il mastodonte di Cuvier (1806--> fvedi "Big Bone Lick: The Credle of American Paleontology ").
Alcuni autori rilevanti: Juan Bautista Bru De Ramón (Spagna, 1740 -1799), Johann Hermann (Francia, 1738-1800), Georges Cuvier (Francia, 1769-1832), Charles Léopold Laurillard (Francia, 1783-1853), Samuel Thomas Soemmerring (Germania, 1755-1830). 

Periodo eroico (1830-1890)

Henry de la Beche (1830) - vedi post  09/02/2012
Il geologo Henry de la Beche realizza “Duria Antiquior”, una celebre illustrazione (visibile sopra) con soggetto l’antico ambiente e la sua biocenosi. Vi figurano i bizzarri rettili marini del Giurassico, scoperti tra le rocce del Dorset. La paleoarte ambientale si diffonde, anche a livello popolare e divulgativo. Vengono descritti, per la prima volta, resti di dinosauro. La frammentarietà dei fossili di iguanodonte o megalosauro rese problematica la loro interpretazione. Nel 1854, viene inaugurato il primo parco a tema, e si diffonde l'interesse popolare per la preistoria. Nel 1858, Charles Darwin pubblica “L’Origine delle Specie”, ma il riconoscimento di un processo evolutivo, per selezione naturale, avverrà solo gradualmente. Intanto, negli Stati Uniti, abbiamo la stagione d’oro della caccia ai fossili, con la scoperta di ricchi giacimenti a dinosauri.

George Scharf (1835) - vedi post  03/02/2012 

Tra gli autori più rilevanti: Henry de la Beche (Inghilterra, 1796-1855), Georg August Goldfuss (Germania, 1782-1848), Gideon Mantell (Inghilterra, 1790-1852), George Johann Scharf (Inghilterra, 1788–1860), John Martin (Inghilterra, 1779-1854), Edward Newman (Inghilterra, 1801-1876), Benjamin Waterhouse Hawkins (Inghilterra, 1807-1894), Jan Nieszkowski (Polonia, 1833-1866), Joseph Kuwasseg (Austria, 1799-1859), Édouard Riou (Francia, 1833-1900), Ferdinand von Hochstetter (Germania, 1829-1884), Archibald M. Willard (Stati Uniti, 1836-1918), Edward Drinker Cope (Stati Uniti, 1840-1897).

Periodo classico (1890-circa 1930)

Smilodon populator, di Charles Knight (1905)
La Storia della Vita è ormai familiare a molti illustratori naturalistici, ed alcuni vi si specializzano. Tra questi, Charles Knight è uno tra i più abili, per la sua resa naturalistica e credibile di dinosauri e mammiferi fossili. Knight collabora con l’autorevole paleontologo Henry Fairfield Osborn (1857-1935). Il loro contributo alla divulgazione e alla musealizzazione della paleontologia fu immenso. Il decennio 1900-1910 può essere considerato, secondo alcuni autori  (Debus & Debus, 2002), un periodo di importante riformazione. La preistoria è ora al centro di molti trattati specialistici o popolari, riccamente illustrati. Dinosauri e cavernicoli, già diffusi nella letteratura popolare, approdano al cinema, e tra le vignette.

Tra gli autori più rilevanti: Joseph Smit (Paesi Bassi, 1836-1929), Alice B. Woodward (Inghilterra, 1862-1951), Charles Robert Knight (Stati Uniti, 1874-1953), James Carter Beard (Stati Uniti, 1837-1913), Frank Bond (Stati Uniti, 1878-1944), Robert Bruce Horsfall (Stati Uniti, 1869-1948), Harry Govier Seeley (Inghilterra, 1839-1909), Charles Whymper (Inghilterra, 1853-1941), Lancelot Speed (Inghilterra, 1860-1931), Erwin S. Christman (Stati Uniti, 1885-1921), Richard Swann Lull (Stati Uniti, 1867-1957), Joseph Franz Pallenberg (Germania, 1882-1946), Oliver Perry Hay (Stati Uniti, 1846-1930), Charles Whitney Gilmore (Stati Uniti, 1874-1945), Othenio Abel (Austria, 1875-1946), Gerhard Heilmann (Danimarca, 1859-1946), Heinrich Harder (Germania, 1858-1935), Vernon Edwards (Inghilterra, ?), Amédée Forestier (Inghilterra, 1854-1930)

Periodo moderno (circa 1930-1969)

Una delle più popolari immagini della paleoarte, “March of Progress”, di R. Zallinger (1965). Malgrado l’immediatezza, la sua (uni)linearità viene considerata erronea.
I progressi della biologia e della paleontologia confluiscono nella teoria neodarwiniana. L'evoluzione dei sinapsidi (paleozoici, mesozoici e cenozoici) è al centro di vivaci dibattiti, nella paleontologia dei vertebrati, e vengono compiuti importanti progessi nel settore paleoantropologico. In questo contesto, crescono alcuni dei più autorevoli e prolifici paleoillustratori della Storia, quali Zdeněk Burian, Rudolph Zallinger (nel 1949, vince il Premio Pulitzer per la pittura) e Jay Matternes.

Tra gli autori più rilevanti: James Edward Allen (Stati Uniti, 1911-1971), Loris Shano Russell (Stati Uniti, 1904-1998), Gerhard Ernest Untermann (Germania/USA, 1864-1956), Zdeněk M. F. Burian (Repubblica Ceca, 1905-1981), Charles Mortram Sternberg (Stati Uniti/Canada, 1885-1981), Manfred Reichel (Svizzera, 1896-1984), Mathurin Méheut (Francia, 1882-1958), Rudolf Freund (Stati Uniti,1915-1969), Rudolph Franz Zallinger (Stati Uniti, 1919-1995) , Maurice Charles John Wilson (Inghilterra, 1914-1987), Neave Parker (Inghilterra, 1910-1961), Margaret Matthew Colbert (Stati Uniti, 1911-), Louis Paul Jonas (Stati Uniti, 1894-1971), Jay H. Matternes (Stati Uniti, 1933-), William D. Berry (Stati Uniti, 1926-1979), Arthur George Hayward (Inghilterra, ?).

Rinascimento (1969-)

Waptia fieldensis. La ricostruzione 3d è opera di “Obsidian Soul” (utente di Wikipedia). Anche le faune cambriane hanno riservato molte sorprese, nel corso degli ultimi decenni...
Il cosidetto “Rinascimento dei dinosauri” (Dinosaur Renaissance) coincide temporalmente con un periodo di rinnovato interesse per i rettili mesozoici, ma non solo... Negli stessi anni, vengono compiute importanti scoperte in campo paleoantropologico ed evoluzionistico (si pensi, ad esempio, alla celebre revisione delle specie di Burgess). La figura del paleoartista nasce, o viene "consacrata", nei tardi anni ‘80, in un periodo di "dinomania" popolare. In un panorama dominato da dinosauri, d’ispirazione bakkeriana, sopravvive una minoranza specializzata nella paleoillustrazione mammalogica e/o antropologica (es. Jay Matternes, Mauricio Antón, Carl Buell, Kennis & Kennis, John Gurche). Infine, va ricordata la nuova frontiera della grafica 3d che, al di là della documentaristica, offre possibilità prima inimmaginabili. 

Vi sarebbero molti più nomi da ricordare, mi sono limitato ad alcuni tra i più celebri, specializzati frequentemente nella ricostruzione "in vivo" dei dinosauri: Robert T. Bakker (Stati Uniti, 1945-), Giovanni Caselli (Italia, 1939-), Eleanor M. Kish (Canada, 1924-), Gregory Scott Paul (Stati Uniti, 1959-), Stephen A. Czerkas (Stati Uniti, 1951-), William Stout (Stati Uniti, 1949-), Mark Hallett (Stati Uniti, 1947-), Douglas Henderson (Stati Uniti, 1949-), John Gurche (Stati Uniti, 1951-), John T. Sibbick (Inghilterra, 1949-), Peter Trusler (Australia, 1954-), Daniel Wade Varner (Stati Uniti, 1949-2012), Luis V. Rey (Spagna/Messico, 1955-), Carl Buell (Stati Uniti, 1946-), Mauricio Antón Ortuzar (Spagna, 1961-), Michael William Skrepnick (Canada, ?), Raul Martin (Spagna, 1964-), Adrie & Alfons Kennis (Olanda,?), Takashi Oda (Giappone, 1969-), Julius Thomas Csotonyi (Canada, 1973-), John Conway (Inghilterra, 1981), Frederik Spindler (Germania, 1983-), Andrey Atuchin (Russia, 1980-)

Note e riferimenti bibliografici:
Il tema della prima paleoarte è stato trattato recentemente da David Bressan, in un articolo (Early Paleoart) di "History of Geology". Questo soggetto (a cui avevo dedicato un altro post) può essere approfondito ulteriormente, vi sono numerosi volumi dedicati all'alba della paleontologia e dell'illustrazione paleontologica: "Scenes from Deep Time: Early Pictorial Representations of the Prehistoric World" (Martin J. S. Rudwick, 1995), "A History of Paleontology Illustration" (Jane P. Davidson, 2008), "Paleoimagery: The Evolution of Dinosaurs in Art" (Allen & Diane Debus, 2002); in italiano, "Cacciatori di Dinosauri: l'acerrima rivalità scientifica che portò alla scoperta del mondo preistorico" (Deborah Cadbury, 2002). Tra le pagine web va segnalato, in particolare, "Paleoartistry", un portale focalizzato sulla storia iconografica dei rettili mesozoici, con alcune utili suddivisioni temporali. 

martedì 16 ottobre 2012

History of Geology: le prime ricostruzioni di tetrapodi fossili

Vi segnalo un articolo di David Bressan (History of Geology), dedicato alle origini delle "ricostruzioni (visive) paleontologiche", almeno per quanto concerne i tetrapodi fossili.  15/10/12 Early Paleoart: Of Prehistoric Monsters and Men

“unicornum verum” (1749)

lunedì 23 aprile 2012

Peter Trusler: il volto mutevole di _Palorchestes_

GUARDA IL VIDEO Peter Trusler, 2010 - Palorchestes

Se fossi costretto a sostituire il titolo del blog, Agathaumas, con un valido corrispettivo cenozoico, sceglierei Palorchestes. L'etimologia del termine, "antico saltatore", fornisce una valida pista da esplorare, parallela a quella dell'enigmatico teropode Laelaps ("terrificante saltatore"). Come nel mito di Lelapo, il dinosauro-canguro rimase congelato nella roccia, poi (nell'atto di saltare) in un dipinto, grazie all'abilità artistica di Charles Knight. L'illustratore venne immortalato proprio da quella sua creazione, considerata come una delle più spettacolari incarnazioni della "paleoarte". Una sua meno celebre tavola ritrae il Palorchestes. Un saltatore.

Charles Knight, Palorchestes e Diprotodon

In quegli anni veniva concepito come un canguro colossale, in linea con le osservazioni del suo descrittore, il celebre anatomista vittoriano Richard Owen. I resti fossili descritti erano estremamente frammentari, come per Laelaps. In entrambi i casi, i paleontologi avevano in pugno qualcosa di inafferrabile e paradossale, destinato, con il tempo, a mutare il proprio volto, sulla base di fossili più completi e di nuove interpretazioni (filogenetiche e morfologiche). Nel corso di 130 anni di storia il Laelaps paleoartistico si è trasformato da lucertolone-canguro a lento rettile obeso, poi ancora scattante, ed infine piumatoPalorchestes, d'altro canto, ben rappresenta il suo equivalente mammaliano: prima mega-canguro (Owen 1876, Fletcher 1945), poi pseudo-lama (Bartholomai 1978) o pseudo-okapi (Ford 1982), e super-vombato-tapiro (Quirk and Archer 1983). Limitandoci alla paleomammologia del secolo trascorso, non credo esistano molti casi paralleli a quello di Palorchestes, la cui storia è un susseguirsi di chimere e incerte speculazioni, culminate nella forma di un bizzarro simil-tapiro marsupiale. Anche nella tavola del moderno maestro, Peter Trusler (vedi "The Artist and the Scientists"), il volto di Palorchestes conserva la sua aurea di ignoto.

Peter Trusler, 2010 - Palorchestes

venerdì 13 aprile 2012

Fossili e Miti: la Geomitologia approda alla BBC

"Secondo la credenza, l'ammonite poteva dare «protezione dai serpenti e curare cecità, impotenza e sterilità». Talvolta si dipingeva una testa di serpente sulle spire del fossile, per farne un amuleto. (...) In alcune regioni si riteneva che originariamente fossero state persone, che per i loro crimini erano state prima tramutate in serpenti e poi pietrificate. " fonte

Geomitologia.
Una parola che, fino a qualche anno fa, mi era completamente ignota. L'ho scoperta tramite il blog "Geomythologica" (2008-2011), di Leonardo Ambasciano, ora accorpato ad altri progetti dell'autore, all'interno di "Tempi Profondi". 

In un'intervista del 2009, domandai a Leonardo di far luce sul significato del termine: 
"La geomitologia è la scienza che si occupa delle relazioni tra fenomeni geologici e letteratura orale o scritta pre-scientifica. In particolare, studia le descrizioni di questi fenomeni (che possono essere terremoti, inondazioni, resti fossili, etc.) così come sono state codificate nella mitologia e nel folklore. Recentemente Adrienne Mayor ha analizzato le tradizioni delle civiltà greco-romana e delle Americhe nella ricostruzione dei fossili e nella spiegazione delle loro origini. (...) L’esigenza di dare corpo alle credenze religiose e folkloriche non è altro che testimonianza della sete di “reale” avvertita dall’uomo in ogni tempo." (leggi l'intervista completa Parte 1, Parte 2, Parte 3)

E' un tema che trovo di estremo fascino, e di cui ha trattato un recente documentario BBC (in basso), nella forma di alcuni dei suoi casi più celebri. Come consulente scientifica, ritroviamo la stessa Adrienne Mayor, autrice dei saggi "The First Fossil Hunters" (2000) e "Fossil Legends of the First Americans" (2005).  Un documentario d'eccezione, dedicato a un tema ampio ed importante (a dispetto del titolo "commerciale"). Curiosamente, manca di sequenze in CGI riciclate o imitate, ormai onnipresenti nelle produzioni a tema (si pensi ad una certa spazzatura "documentaristica", facendo zapping dalle parti di History/Discovery Channel).

BBC "Dinosaurs, Myths And Monsters" (2011) PARTE 2, PARTE 3, PARTE 4, PARTE 5, PARTE 6

Che significato avevano i fossili per le genti del passato? Ritengo rappresenti una domanda importante, per chi si interessa di illustrazione paleontologica. La "paleoarte" è un fenomeno moderno, con alle spalle due decenni di storia ufficiale ed un substrato culturale poco più che bicentenario (1/1000 della storia della nostra specie). Pertanto, non è mio interesse associarlo alle eterogenee visioni "eso-scientifiche" delle culture del passato. L'aspetto particolare che voglio qui mettere in evidenza riguarda la natura stessa dei fossili, come parti (non viventi) del biotopo, il cui aspetto ispira l'immaginazione: la loro similarità con le forme biologiche li rende inevitabilmente attraenti, e necessita di una spiegazione. Che siano chiamati in causa geologi o gorgoni, non fa differenza. Da questo punto di vista, anche gli illustratori paleobiologici, come chi li ha preceduti, non sono che cantori di avvenimenti velati dal tempo, mai osservati direttamente; sogni di mondi scomparsi.

Giraffokeryx - foto di Nikos Solounias (Mayor, 2000)
Alberto Savinio, Souvenir d'un monde disparu, 1928

Per approfondimenti: bibliografia e sitografia (parziale)

° "Tempi Profondi"(tempiprofondi.blogspot.it) e "Geomythologica", di Leonardo Ambasciano 
° "History of Geology" di David Bressan

° Mayor, A., 2000. "The First Fossil Hunters: Paleontology in Greek and Roman Times." Princeton University Press.
° Mayor, A. 2005. "Fossil Legends of the First Americans." Princeton University Press
° Vitaliano, Dorothy B., "Geomythology: geological origins of myths and legends", Geological Society, London, Special Publications 2007; v. 273; p. 1-7 doi:10.1144 /GSL.SP.2007.273.01.01
° Mayor, Adrienne, "Geomythology", in Enclopedia of Geology, Richard Selley, R., Robin Cocks, and Ian Palmer (eds), Elsevier, 2004. 
° Piccardi, L. and Masse, W. B., eds. 2007. "Myth and Geology." London: Geological Society

domenica 6 novembre 2011

anno 1800: la strana creatura di Johann Hermann

Johann Hermann, 1800
"Paleoart" è un termine di conio recente (Hallett, 1987), utilizzato per identificare tutte quelle opere, di stampo scientifico-naturalistico, con soggetto le specie fossili. In questo post non discuterò della sua valenza semantica.

Spesso, trattando delle prime ricostruzioni paleontologiche, viene fatto riferimento ai modelli del Crystal Palace, opera di Benjamin Waterhouse Hawkins (sotto la direzione scientifica di Richard Owen); si trattò, di fatto, del primo parco a tema, inaugurato in modo eccezionale, e accolto benevolmente dal grande pubblico.

John Leech , 1855 - Visita al parco antidiluviano per approfondimenti
"L'interesse era tale che il 10 giugno 1854, giorno in cui la regina Vittoria inaugurò l'Esposizione permanente, quarantamila spettatori si accalcarono nel Crystal Palace di Sydenham. Richard Owen arrivò in compagnia del principe consorte, dell'imperatore francese e del re del Portogallo. (...)  Nel decennio che seguì, centinaia di migliaia di visitatori andarono a visitare il "Mausoleo alla memoria di un mondo passato" di Owen. Furono distribuiti numerosi modelli e poster delle specie del Crystal Palace, che ispirarono anche letteratura popolare e disegni." (fonte)

Henry De la Beche - "Duria Antiquior" (1830)