"Nebula to Man" ripercorre la storia della vita, così come concepita all'inizio del secolo scorso, nella forma di un poema illustrato. Le tavole sono ad opera di Alice Woodward, Charles Whymper, Edward Wilson, Ernest Bucknall, John Charlton, Joseph Smit e Lancelot Speed.
Neave Parker (1960) - Tarbosaurus, Saurolophus, Psittacosaurus, Protoceratops, un qualche sauropode ed un ceratopside (basato però su resti rivelatisi di anchilosauro).
Oggi vi propongo la "genesi" di un'illustrazione di Davide Bonadonna (eseguita sotto la supervisione di Simone Maganuco). Megaloceros è un soggetto particolarmente interessante, in quanto la sua ricostruzione può essere fondata, oltre che sul materiale scheletrico, su una serie di antiche pitture rupestri. Le raffigurazioni preistoriche rafforzano l'ipotesi che Megaloceros fosse dotato di una vistosa gobba, dal manto scuro (per altri approfondimenti LAELAPS); il prezioso intervento del paleontologo Darren Naish ha permesso a Davide e Simone di completare la ricostruzione con quest'ultimo elemento. Un modello a grandezza naturale di Megaloceros, basato sulla scultura digitale eseguita da Davide, è parte del percorso espositivo di "Dinosauri in Carne e Ossa". Per i curiosi dell'arte preistorica, torno a segnalare il film di Werner Herzog, "Cave of Forgotten Dreams", precedentemente recensito (24/03/2012).
Explore (a fragment of) the evolutionary imagery! A personal
image-archive dedicated to the history of life during the past 500
million years, and beyond... For each image, I have included the author's name (or
website).
All'interno di "Fragments of Ancient Lives" ho raccolto
un vasto insieme di immagini dedicate alla vita sulla Terra, negli
ultimi 500 milioni di anni (trascurando però i miliardi di anni
precedenti, e focalizzandomi sulla paleoillustrazione dei vertebrati,
che mi è più familiare). La galleria include autori celebri e meno celebri. Ritengo costituisca una valida alternativa al caos dei tradizionali motori di ricerca (Google Images etc.). Permette inoltre di individuare, con maggiore facilità, alcuni tra i modelli (soggetti, scenari, tecniche etc.) più ricorrenti della paleoillustrazione, pur rappresentando un piccolo frammento dell'iconografia esistente. Certo, ho cercato di ridimensionare la portata della produzione dinosaurologica, davvero consistente; è un esperimento virtuale sui passi dei libri classici, dedicati alla Storia della Vita, pur non potendo conservarne il fascino e lo sguardo mono-autoriale.
Oltre alle suddivisioni geocronologiche, sono presenti molte altre sottogallerie, ad esempio quella degli autori italiani! http://geozoic.tumblr.com/tagged/italy
Buona esplorazione!
nota 28/10/2012 Il termine "geozoico" esiste ed è riferibile ad un arco di tempo molto più ampio; l'iconografia paleoartistica è quasi esclusivamente incentrata sulla vita fanerozoica, che rappresenta solo l'ultimo atto del supereone geozoico. Per approfondimenti
La paleoillustrazione italiana è in continua evoluzione. E' un fatto piuttosto curioso, se consideriamo che in Italia il patrimonio paleontologico giace spesso dimenticato, anche quando gli esemplari sono di rilevanza scientifica internazionale. Michele Dessì, originario di Cagliari (nasce il 01/02/1977), ben incarna la passione indipendente e il potenziale delle ultime generazioni. Le sue opere rivelano uno sguardo naturalistico attento ai dettagli, ai colori, agli scenari del mondo naturale, ricreati in versione paleoartistica. La predominanza dei dinosauri riflette unicamente le origini di questo interesse, cresciuto al di fuori di musei invisibili, non il suo potenziale futuro.
"Disegno da che ho memoria e, come la maggior parte dei bambini, ho inizianto copiando i personaggi della Walt Disney e gli animali dalle enciclopedie. In seguito, per merito dell'Istituto Tecnico che ho frequentato, ho conosciuto china e rapidografo, strumenti perfetti per sperimentare il disegno fumettistico. Le tematiche erano spesso ispirate ai miei film e fumetti preferiti: "Jurassic Park" di Steven Spielberg e "Alita, l'angelo della battaglia" di Yukito Kishiro sono probabilmente il film ed il fumetto che più di tutti hanno influenzato la mia mente, quindi i dinosauri ed il cyberpunk dominano da anni i miei gusti artistici. Nel 2008, dopo aver comprato una tavoletta grafica, mi concentro sull'uso del colore, nell'intento di realizzare immagini più realistiche."
Centrosaurus (2012)
Oviraptoridae sp. (2012)
Bambiraptor (2012)
Pachycephalosaurus (2011)
Michele è particolarmente specializzato nell'utilizzo di Adobe Photoshop. In questo video viene mostrato lo sviluppo digitale di una sua opera. Vi invito a visitare il suo canale YouTube.
Ho collaborato recentemente con Michele Dessì (l'utente Puntotu, su Deviantart), un abile illustratore sardo, nell'intento di creare una ricostruzione aggiornata di Tyrannosaurus rex. Non ho potuto supervisionare la realizzazione del definitivo, a causa delle tempistiche non favorevoli, ma ho contribuito alla sua ideazione, fornendo idee e linee guida (oltre a riferimenti bibliografici e iconografici). Ritengo che la tavola incarni efficacemente i suoi intenti. Sono certo che alcuni dei lettori vi avrebbero preferito uno scenario meno tradizionale, meno improntato sulla spettacolarità, senza carcasse e
brandelli di carne sanguinolenta. Michele ha saputo creare una scena naturalistica, malgrado il contesto. Vi sono, inoltre, alcuni elementi originali, non trascurabili. Al di là del piumaggio (un aggiornamento obbligatorio), si è scelto di variare il menù del rettile, che certo non poteva consistere di soli ceratopsi. Il cannibalismo non è raro in natura e, per Tyrannosaurus, esistono evidenze fossili favorevoli (Longrich et al, 2010). Alla carcassa abbiamo aggiunto i segni di una grave infezione boccale, ispirata allo studio di Wolff et al (2009); la distribuzione delle aree infette è probabilmente poco realistica, coinvolgendo la parte anteriore della mandibola. La tavola non suggerisce alcuno scenario competitivo o predatorio. Infine, ingrandendo l'immagine, potrete notare alcuni deliziosi dettagli: foglie lungo il manto piumato, artigli coperti di fango, i piccolissimi tubercoli (i fossili indicano la presenza di tubercoli del diametro di pochi mm, malgrado appaiano estremamente visibili nella maggior parte delle ricostruzioni).
Uno degli schizzi iniziali eseguiti da Michele, dal quale deriverà il definitivo.
Una mia versione della scena, inquadrata dalla visuale (a pelo d'acqua) dei Brachychampsa. Questi schizzi, per quanto rozzi (roba da Paint, se rende l'idea), velocizzano la progettazione di una scena comune.
Proporzioni generali e anatomia muscolo-scheletrica (Bibliografia)