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mercoledì 10 aprile 2013

Nick Bibby: dodo di bronzo

Project Extinct-Species http://www.extinct-species.com/   

Sito dello scultore Nick Bibby http://www.nickbibby.com/

Non è chiaro se il termine "dodo" abbia avuto origine da un'espressione portoghese, olandese o di una qualche altra lingua. Potrebbe ispirarsi, in alternativa, alla "lingua" stessa del dodo, riprodotta in un suono bisillabico. In effetti, nulla è noto del richiamo dei dodo.  

"The voice which used to squawk and squeak   
Is now for ever dumb" (tratto dalla poesia di Hilaire Belloc, "The Dodo", pubblicata nel 1896 )



Non solo ritratti...


Una testa originale di dodo - Collection Oxford University Museum  
Una copia virtuale della testa (e di alcuni resti cranici), dall'impressionante collezione di AVES 3d.

Per chi auspica nella fantascientifica de-estinzione dei dodo, nell'assoluta necessità di ascoltare il suo (?) tubare: http://www.ted.com/tedx/events/7650

sabato 2 marzo 2013

Troco & Persico / Ricostruzioni di ammoniti

rimando al post di "The Missing Link" 28/02/2013 "ANCYLOCERAS"

Troco & Persico / Ancyloceras sp.
Troco & Persico / Scaphytes sp.
Davide Persico - Speculative scene di predazione "passiva".
Foto di Davide Persico / Ancyloceras sp. 
 Foto di Davide Persico / Scaphites sp.

venerdì 22 giugno 2012

Riproduzione

Peter Trusler, 2009 - Austrophyllolepis

Riprodurre, ricreare, ricostruire. I verbi della paleoillustrazione bio, che ne racchiudono l'illusione. Ordinare forme e colori secondo una logica attualistica, in cui ciò che è presente diviene chiave intepretativa del passato. Le attività originali degli organismi  non potranno mai essere osservate nella loro piena complessità. Non tutti i fossili, però, hanno la stessa vacuità etologica. Non mi riferisco al solo campo delle tracce fossili (la Paleoicnologia, tra piste di impronte/nidi e uova/tane/coproliti/gastroliti/lesioni etc.), ma ad esemplari ancor più rari, i cui resti (non icnologici) conservano l'aspetto di un'antica istantanea. Tra i casi più unici che rari, quelli che riproducono l'atto sessuale o quello  riproduttivo.


Falcatus falcatus (ricostruzione: Alain Bénéteau) - per approfondimenti: "Laelaps" 20/06/2012, Brian Switek, "What Remains in the Rock"
AMNH DR14-704 - Femmina cecidomide morta durante la deposizione delle uova. FONTE
Accoppiamento - Allaeochelys crassesculpta Joyce et al, 2012

mercoledì 20 giugno 2012

mercoledì 29 febbraio 2012

Acustica paleontologica

Alcune scoperte hanno una rilevanza piuttosto relativa... Recentemente, è stato possibile determinare che, tra i reali colori del piumaggio di Archaeopteryx, era presente il nero. Ciò aggiunge poco alla nostra conoscenza di quel primitivo uccello, divenuto uno dei più celebri simboli dell'evoluzione. Malgrado tutto, il nuovo tassello conserva una grande potenza evocativa. Improvvisamente, un mondo distante 150 milioni di anni, pressochè insondabile, ci appare più familiare, più reale. La distanza cronologica che ci separa da quell'epoca è pari a 25mila volte la durata dell'intera storia della Civiltà e, per un istante, quell'enorme cifra sembra annullarsi, grazie all'immagine mentale di una singola penna nera, dedotta da un pezzo di roccia. Tra le particolarità di simili scoperte vi è l'immediatezza delle suggestioni, qualità tanto ricercata dalla migliore paleoarte. Anche i suoni, come i colori, possono renderci partecipi di quello stesso intenso coinvolgimento emotivo... Basti pensare alla musica e al canto. Ma la pietre (fossili inclusi) sono mute e sorde. O forse... No, sono davvero mute. Tuttavia, nel caso dei fossili, anche il silenzio può essere eloquente.

Immagini ottenute con microscopia SEM; dettagli degli apparati stridulatori di forme viventi (Tettigoniidae: A- Panacanthus pallicornis B- Daedalellus nigrofastigium C- Cyphoderris buckelli) ed estinte (Haglidae: D- Archaboilus musicus) - Gua et al (2012)

lunedì 2 gennaio 2012

Nei mari del Kansas: le opere di Dan Varner

Dan Varner - Plioplatecarpus (1996)
Ieri notte si è spento Dan Varner, un autorevole paleoillustratore, specializzato nella ricostruzione dei mosasauridi. Ho scelto di commemorarne l'opera tramite una delle illustrazioni, a mio giudizio, più singolari e spettacolari: il parto di un Plioplatecarpus. Lo scenario è basato su un ritrovamento reale, compiuto in anni relativamente recenti (1996); prima di allora, le strategie riproduttive dei mosasauri rappresentavano un punto interrogativo. (per approfondimenti: "Ocean of Kansas")

Gli ultimi tre anni si sono rivelati particolarmente significativi nella comprensione di questi rettili marini (per approfondimenti: "Laelaps" 2/12/2011). Nel 2010 è stato descritto un esemplare di Platecarpus tympaniticus (specie nota fin dal diciannovesimo secolo), LACM 128319, con preservate estese impronte di pelle, resti degli anelli cartilaginei della trachea, probabili tracce della retina e di vari organi interni, oltre ai residui del suo ultimo pasto! Sorprendente!  Inoltre, la particolare conformazione  della coda di LACM 128319, incurvata verso il basso, potrebbe suggerire la presenza (in vita) di una pinna bilobata, nota anche tra ittiosauri, metriorinchidi e cetacei archeoceti. Futuri ritrovamenti potranno confermare la verosomiglianza di questa interpretazione.

Probabili residui della retina, una membrana dell'occhio interno, in un esemplare di Platecarpus / A) Orbit and scleral ossicles photographed under ultraviolet light. (B) Orbit and scleral ossicles photographed under normal light. (C) Close-up of phosphatized soft tissues (purplish matter, partially obscured by yellow-whitish matrix) pressed against the sclerotic ring aperture, possibly representing remnants of the retina. The area sampled for SEM-EDX analysis is marked with a circle. (D) SEM image of putative melanosomes within the phosphatized soft tissues of the eye. Scale bars represent 3 cm (A, B), 1 cm (C), and 5 µm (D), respectively. (Lindgren et al., 2010)

Ocean of Kansas: The Dan Varner Paleo-Life Art Page

Un Tylosaurus adulto e la sua preda, un mosasauride più piccolo, Halisaurus sternbergi. Tavola realizzata intorno a metà anni '90. (fonte: plesiosaur.com/forum)

venerdì 13 maggio 2011

Quando i sauropodi nascevano come elefanti...

TETRAPOD ZOOLOGY The sauropod viviparity meme (clikka qui)  Apatosaurus / Doug Henderson
Nuovo post di Darren Naish (blogger del noto "Tetrapod Zoology"), dedicato all'ipotesi della viviparità nei sauropodi. In alto, un'opera di Doug Henderson, ispirata alle interpretazioni di Robert Bakker, il "rivoluzionario dei brontosauri", il più celebre promotore dell'idea, ma non il primo a sostenerla... Ci aveva già pensato William Diller Matthew (1871-1930), nel 1910, più di mezzo secolo prima. Tuttavia, la viviparità speculata da Matthew trova  cause ben distanti da quelle della "Dinosaur Renaissance", sostenendo per i sauropodi uno stile di vita "anfibio", fin dalla nascita...
"Brontosaurus" / Charles Knight - Secondo William Matthew (1910), i sauropodi trascorrevano la loro intera esistenza in acqua, dalla nascita alla morte. Purtroppo, non sono a conoscenza di ricostruzioni dell'epoca, influenzate dall'ipotesi vivipara di Matthew...

Il sauropode "elefantino" di Bakker, al contrario, si presenta completamente terricolo e dalla vita sociale complessa.
Brachiosaurus "al galoppo" - Douglas Henderson