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giovedì 15 agosto 2013

domenica 21 ottobre 2012

Tra storie iconografiche e progetti personali

Vorrei anticiparvi qualcosa di due importanti progetti personali: 

-  un articolo, di stampo accademico, inerente la ricostruzione biologica e la storia paleontologica ed iconografica di un genere fossile. In pratica, uno studio d'indirizzo "paleoartistico", rivolto anche all'illustratore. La ricerca nasce da una collaborazione con il paleontologo Simone Maganuco e l'illustratore Lukas Panzarin, e ha come soggetto Styracosaurus (a distanza di un secolo dalla sua descrizione, risalente al 1913), di cui verrà realizzata una ricostruzione scultorea, a grandezza naturale, nel contesto della mostra "Dinosauri in Carne e Ossa". Per ora, dovrete accontentarvi di questo spazio Tumblr, "Styracosauricon", a cui potrete contribuire voi stessi, segnalandomi immagini, di origine scientifica o non, ispirate a questo genere fossile.

Styracosauricon 

- un volume, ampiamente illustrato, dedicato ai dinosauri iconografici e alla storia della paleoillustrazione (in basso, ne è visibile qualche anteprima della stampa di prova, di circa 70 pagine). Anche in questo caso, l'abbondanza d'immagini è resa possibile da una collaborazione con "Dinosauri in Carne e Ossa" (a cui è ispirato il titolo attuale, "Dinosauri ricreati: storie tra scienza e arte") ed i suoi illustratori. Vi aggiornerò sui futuri sviluppi.


Il libro include una sezione dedicata alla storia della paleoarte che, per comodità di consultazione, ho suddiviso in cinque periodi, del tutto sperimentali, di cui andrà verificata la coerenza e la precisione. 

Storia della "paleoarte" biologica: un tentativo di sintesi

All'interno di "The Complete Dinosaur" (Farlow & Brett-Surman, 1997) viene proposta tentativamente una divisione in quattro periodi della storia della "dinosaurologia", volendo restringere il campo alla paleontologia dei dinosauri mesozoici. Per approfondimenti online, vi rimando ad un post di Leonardo Ambasciano, pubblicato su "Geomythologica" (18/07/2008).

Vorrei proporre (informalmente) una qualche periodizzazione anche per la "paleoarte" di ramo biologico. Nel caso dell'illustrazione paleontologica la cronologia è più ampia, e i soggetti sono estremamente vari, non solo dal punto di vista della biologia sistematica. Per ora, limitiamoci alle ricostruzioni biologiche dell'iconografia "occidentale", con soggetto i soli tetrapodi fossili.  La suddivisione scelta è forse ancora troppo "dinosaurocentrica", andrebbe rivista sicuramente. La parola "paleoarte" viene qui applicata, senza particolari pretese formalistiche, come sinonimo di "illustrazione e scultura paleontologica". (NdR: per il versante floristico, suggerisco l'articolo di David Bressan "Plant Paleoart Through the Ages")

Proto-paleoarte (circa 1793-1830)

La strana creatura di Johann Hermann (1800). Questa ricostruzione,  apparsa in una lettera a Cuvier, rappresenta un primo esempio di paleoarte “in vivo”. vedi post 06/11/2011 
L’illustrazione paleontologica pone le sue radici nella storia secolare dell’illustrazione anatomica e naturalistica. La paleontologia non esiste ancora, come scienza "autonoma". Viene gradualmente riconosciuta la natura (paleo) biologica dei fossili, la vastità del tempo geologico e la realtà dell’estinzione. Permane una visione biblica della preistoria, romanticamente legata a mostri, diluvi e catastrofi. L’illustrazione tecnico-descrittiva, rivolta ad un pubblico specializzato, domina l’iconografia di questo periodo. Viene inaugurata, in modo contenuto, la tradizione della paleoarte “in vivo” e dello “skeletal restoration” (scheletro con silhouette di tessuti molli). Le sale dei musei di storia naturale espongono, per la prima volta, resti e ricostruzioni scheletriche di mammut e megateri. 

Alcune tra le prime ricostruzioni biologiche. Dall’alto verso il basso, rispettivamente: il megaterio di Bru De Ramón (1793); una ricostruzione “in vivo” di mammut, eseguita da Roman Boltunov (1804); il mastodonte di Cuvier (1806--> fvedi "Big Bone Lick: The Credle of American Paleontology ").
Alcuni autori rilevanti: Juan Bautista Bru De Ramón (Spagna, 1740 -1799), Johann Hermann (Francia, 1738-1800), Georges Cuvier (Francia, 1769-1832), Charles Léopold Laurillard (Francia, 1783-1853), Samuel Thomas Soemmerring (Germania, 1755-1830). 

Periodo eroico (1830-1890)

Henry de la Beche (1830) - vedi post  09/02/2012
Il geologo Henry de la Beche realizza “Duria Antiquior”, una celebre illustrazione (visibile sopra) con soggetto l’antico ambiente e la sua biocenosi. Vi figurano i bizzarri rettili marini del Giurassico, scoperti tra le rocce del Dorset. La paleoarte ambientale si diffonde, anche a livello popolare e divulgativo. Vengono descritti, per la prima volta, resti di dinosauro. La frammentarietà dei fossili di iguanodonte o megalosauro rese problematica la loro interpretazione. Nel 1854, viene inaugurato il primo parco a tema, e si diffonde l'interesse popolare per la preistoria. Nel 1858, Charles Darwin pubblica “L’Origine delle Specie”, ma il riconoscimento di un processo evolutivo, per selezione naturale, avverrà solo gradualmente. Intanto, negli Stati Uniti, abbiamo la stagione d’oro della caccia ai fossili, con la scoperta di ricchi giacimenti a dinosauri.

George Scharf (1835) - vedi post  03/02/2012 

Tra gli autori più rilevanti: Henry de la Beche (Inghilterra, 1796-1855), Georg August Goldfuss (Germania, 1782-1848), Gideon Mantell (Inghilterra, 1790-1852), George Johann Scharf (Inghilterra, 1788–1860), John Martin (Inghilterra, 1779-1854), Edward Newman (Inghilterra, 1801-1876), Benjamin Waterhouse Hawkins (Inghilterra, 1807-1894), Jan Nieszkowski (Polonia, 1833-1866), Joseph Kuwasseg (Austria, 1799-1859), Édouard Riou (Francia, 1833-1900), Ferdinand von Hochstetter (Germania, 1829-1884), Archibald M. Willard (Stati Uniti, 1836-1918), Edward Drinker Cope (Stati Uniti, 1840-1897).

Periodo classico (1890-circa 1930)

Smilodon populator, di Charles Knight (1905)
La Storia della Vita è ormai familiare a molti illustratori naturalistici, ed alcuni vi si specializzano. Tra questi, Charles Knight è uno tra i più abili, per la sua resa naturalistica e credibile di dinosauri e mammiferi fossili. Knight collabora con l’autorevole paleontologo Henry Fairfield Osborn (1857-1935). Il loro contributo alla divulgazione e alla musealizzazione della paleontologia fu immenso. Il decennio 1900-1910 può essere considerato, secondo alcuni autori  (Debus & Debus, 2002), un periodo di importante riformazione. La preistoria è ora al centro di molti trattati specialistici o popolari, riccamente illustrati. Dinosauri e cavernicoli, già diffusi nella letteratura popolare, approdano al cinema, e tra le vignette.

Tra gli autori più rilevanti: Joseph Smit (Paesi Bassi, 1836-1929), Alice B. Woodward (Inghilterra, 1862-1951), Charles Robert Knight (Stati Uniti, 1874-1953), James Carter Beard (Stati Uniti, 1837-1913), Frank Bond (Stati Uniti, 1878-1944), Robert Bruce Horsfall (Stati Uniti, 1869-1948), Harry Govier Seeley (Inghilterra, 1839-1909), Charles Whymper (Inghilterra, 1853-1941), Lancelot Speed (Inghilterra, 1860-1931), Erwin S. Christman (Stati Uniti, 1885-1921), Richard Swann Lull (Stati Uniti, 1867-1957), Joseph Franz Pallenberg (Germania, 1882-1946), Oliver Perry Hay (Stati Uniti, 1846-1930), Charles Whitney Gilmore (Stati Uniti, 1874-1945), Othenio Abel (Austria, 1875-1946), Gerhard Heilmann (Danimarca, 1859-1946), Heinrich Harder (Germania, 1858-1935), Vernon Edwards (Inghilterra, ?), Amédée Forestier (Inghilterra, 1854-1930)

Periodo moderno (circa 1930-1969)

Una delle più popolari immagini della paleoarte, “March of Progress”, di R. Zallinger (1965). Malgrado l’immediatezza, la sua (uni)linearità viene considerata erronea.
I progressi della biologia e della paleontologia confluiscono nella teoria neodarwiniana. L'evoluzione dei sinapsidi (paleozoici, mesozoici e cenozoici) è al centro di vivaci dibattiti, nella paleontologia dei vertebrati, e vengono compiuti importanti progessi nel settore paleoantropologico. In questo contesto, crescono alcuni dei più autorevoli e prolifici paleoillustratori della Storia, quali Zdeněk Burian, Rudolph Zallinger (nel 1949, vince il Premio Pulitzer per la pittura) e Jay Matternes.

Tra gli autori più rilevanti: James Edward Allen (Stati Uniti, 1911-1971), Loris Shano Russell (Stati Uniti, 1904-1998), Gerhard Ernest Untermann (Germania/USA, 1864-1956), Zdeněk M. F. Burian (Repubblica Ceca, 1905-1981), Charles Mortram Sternberg (Stati Uniti/Canada, 1885-1981), Manfred Reichel (Svizzera, 1896-1984), Mathurin Méheut (Francia, 1882-1958), Rudolf Freund (Stati Uniti,1915-1969), Rudolph Franz Zallinger (Stati Uniti, 1919-1995) , Maurice Charles John Wilson (Inghilterra, 1914-1987), Neave Parker (Inghilterra, 1910-1961), Margaret Matthew Colbert (Stati Uniti, 1911-), Louis Paul Jonas (Stati Uniti, 1894-1971), Jay H. Matternes (Stati Uniti, 1933-), William D. Berry (Stati Uniti, 1926-1979), Arthur George Hayward (Inghilterra, ?).

Rinascimento (1969-)

Waptia fieldensis. La ricostruzione 3d è opera di “Obsidian Soul” (utente di Wikipedia). Anche le faune cambriane hanno riservato molte sorprese, nel corso degli ultimi decenni...
Il cosidetto “Rinascimento dei dinosauri” (Dinosaur Renaissance) coincide temporalmente con un periodo di rinnovato interesse per i rettili mesozoici, ma non solo... Negli stessi anni, vengono compiute importanti scoperte in campo paleoantropologico ed evoluzionistico (si pensi, ad esempio, alla celebre revisione delle specie di Burgess). La figura del paleoartista nasce, o viene "consacrata", nei tardi anni ‘80, in un periodo di "dinomania" popolare. In un panorama dominato da dinosauri, d’ispirazione bakkeriana, sopravvive una minoranza specializzata nella paleoillustrazione mammalogica e/o antropologica (es. Jay Matternes, Mauricio Antón, Carl Buell, Kennis & Kennis, John Gurche). Infine, va ricordata la nuova frontiera della grafica 3d che, al di là della documentaristica, offre possibilità prima inimmaginabili. 

Vi sarebbero molti più nomi da ricordare, mi sono limitato ad alcuni tra i più celebri, specializzati frequentemente nella ricostruzione "in vivo" dei dinosauri: Robert T. Bakker (Stati Uniti, 1945-), Giovanni Caselli (Italia, 1939-), Eleanor M. Kish (Canada, 1924-), Gregory Scott Paul (Stati Uniti, 1959-), Stephen A. Czerkas (Stati Uniti, 1951-), William Stout (Stati Uniti, 1949-), Mark Hallett (Stati Uniti, 1947-), Douglas Henderson (Stati Uniti, 1949-), John Gurche (Stati Uniti, 1951-), John T. Sibbick (Inghilterra, 1949-), Peter Trusler (Australia, 1954-), Daniel Wade Varner (Stati Uniti, 1949-2012), Luis V. Rey (Spagna/Messico, 1955-), Carl Buell (Stati Uniti, 1946-), Mauricio Antón Ortuzar (Spagna, 1961-), Michael William Skrepnick (Canada, ?), Raul Martin (Spagna, 1964-), Adrie & Alfons Kennis (Olanda,?), Takashi Oda (Giappone, 1969-), Julius Thomas Csotonyi (Canada, 1973-), John Conway (Inghilterra, 1981), Frederik Spindler (Germania, 1983-), Andrey Atuchin (Russia, 1980-)

Note e riferimenti bibliografici:
Il tema della prima paleoarte è stato trattato recentemente da David Bressan, in un articolo (Early Paleoart) di "History of Geology". Questo soggetto (a cui avevo dedicato un altro post) può essere approfondito ulteriormente, vi sono numerosi volumi dedicati all'alba della paleontologia e dell'illustrazione paleontologica: "Scenes from Deep Time: Early Pictorial Representations of the Prehistoric World" (Martin J. S. Rudwick, 1995), "A History of Paleontology Illustration" (Jane P. Davidson, 2008), "Paleoimagery: The Evolution of Dinosaurs in Art" (Allen & Diane Debus, 2002); in italiano, "Cacciatori di Dinosauri: l'acerrima rivalità scientifica che portò alla scoperta del mondo preistorico" (Deborah Cadbury, 2002). Tra le pagine web va segnalato, in particolare, "Paleoartistry", un portale focalizzato sulla storia iconografica dei rettili mesozoici, con alcune utili suddivisioni temporali. 

giovedì 24 maggio 2012

La Linea dell'Immaginario (2) - Il Sogno di Axel (da "Viaggio al Centro della Terra", di Jules Verne)

"Viaggio al Centro della Terra" (1864) [romanzo completo]
"Voyage au centre de la Terre"
Di Jules Verne


Il sogno di Axel

"Afferro il cannocchiale e osservo il mare: è deserto. Senz'altro siamo ancora eccessivamente vicini alle coste. Guardo per aria. Chi potrebbe vietare a qualcuno di quegli uccelli ricostruiti dall'immortale Georges Cuvier, lo zoologo e paleontologo francese, creatore dell'anatomia comparata e della paleontologia, di fendere con le ali i pesanti strati dell'atmosfera? I pesci sarebbero senza dubbio per loro un sufficiente nutrimento. Esploro lo spazio; ma l'aria è deserta come le rive. 

La mia immaginazione, comunque, mi porta a fantasticare riguardo alla paleontologia. Sono sveglio ma sogno ugualmente, e mi sembra di vedere sull'acqua i giganteschi chersiti, quelle primitive tartarughe, assai simili a isole galleggianti; si muovono sulla spiaggia ormai rabbuiata i grandi mammiferi dei primi periodi della creazione, il leptotherium, ritrovato nelle caverne del Brasile, il mericotherium, proveniente dalle fredde lande siberiane, più oltre, il pachiderma lophiodon, un gigantesco tapiro, si cela dietro le rocce, pronto a strappare la preda all'anoplotherium, strano animale assai simile al nostro rinoceronte, ma che ha qualcosa in comune anche con il cavallo, con l'ippopotamo e, perché no? anche col cammello, come se il buon Dio, troppo preso dalla fretta nelle prime ore della creazione del mondo, avesse voluto riunire in uno solo molti altri animali. Il gigantesco mastodonte ruota la sua proboscide e stritola con le zanne le rocce della spiaggia, mentre il megatherium, ritto sulle enormi zampe, cerca nella terra ridestando con le sue grida l'eco dei graniti sonori. Più oltre il Protopiteco, la prima scimmia apparsa sulla superficie della Terra, s'arrampica sulle impervie cime; e più su ancora, il pterodattilo dalla mano alata volteggia come un grosso pipistrello nell'aria compressa infine, negli ultimi strati, giganteschi uccelli, più forti del casoaro, quel grande uccello corridore, proprio dell'Australia e dell'Arcipelago malese, più grandi dello struzzo, distendono le loro ali e vanno a battere il capo contro la parete della volta di granito. Tutto questo mondo fossile rivive nella mia fantasia. Ripenso all'età primitive della creazione, molto tempo prima della nascita dell'uomo, quando la Terra ancora in formazione non gli era sufficiente. Il mio sogno anticipa allora l'apparizione degli esseri animati. Scompaiono i mammiferi, quindi gli uccelli, e i rettili dell'era secondaria; infine i pesci, i crostacei, i molluschi e gli artropodi. Gli ammoniti dell'era cretacica a loro volta ritornano nel nulla. Tutta la vita della Terra si riassume in me, e il mio cuore è solo a battere in quel mondo senza la presenza dell'uomo e degli altri esseri. Né stagioni, né climi; il calore proprio della Terra si accresce incessantemente e neutralizza quello del Sole; la vegetazione si espande. Io passo come un'ombra tra le felci arboree; calpesto con piede incerto le marne iridescenti e la creta screziata del suolo. Mi appoggio al tronco delle gigantesche conifere e mi sdraio all'ombra degli sfenofilli, degli asterofilli, dei licopodi che si ergono per oltre cento piedi d'altezza. I secoli trascorrono come fossero giorni! Risalgo la serie delle terrestri trasformazioni. Le piante scompaiono, le rocce di granito smarriscono la loro solidità, lo stato liquido si sostituisce al solido a causa dell'azione di un calore più forte; le acque scorrono alla superficie della Terra, la quale, un poco alla volta, non è altro che una massa gassosa, riscaldata al calor bianco, grande come il sole e parimenti splendida. Al centro di questa nebulosa, un milione e quattrocentomila volte più grande del globo che essa formerà un giorno, io mi sento trascinato negli spazi planetari! Il mio corpo si assottiglia, si esalta a sua volta e si mescola come un atomo imponderabile a quegli immensi vapori che tracciano nell'infinito la loro orbita infiammata!

Quale sogno! Dove mi trasporta? La mia mano tremolante ne scrive sulla carta gli strani particolari! Ho scordato tutto, professore, guida, zattera; il mio spirito è in preda alla più viva eccitazione... Che cos'hai? mi chiede lo zio. I miei occhi si fissano su di lui senza però vederlo. Attento, Axel, o finirai col cadere in mare! Ecco, in questo preciso istante, mi sento prendere con forza la mano da Hans; se non fosse stato per lui, inebriato dalle immagini oniriche sarei senz'altro caduto tra i flutti. Sei diventato forse pazzo? disse il professore. Che cosa c'è? dico riprendendomi. Stai male? No, ho avuto per un momento un'allucinazione, ora va meglio va tutto bene, no? Ottimamente. Buon vento, buon mare. Procediamo rapidamente e, se non sbaglio, tra poco dovremmo toccar terra. Nel sentire queste parole mi alzo in piedi, osservo l'orizzonte: la linea delle acque si confonde con quella delle nuvole." 

 Édouard Riou illustrò la settima edizione dell'opera verniana (1867).
per approfondimenti: 03/02/2012 Gideon Mantell e 09/02/2012 De la Beche e Hawkins, padri della paesaggistica "preistorica"

giovedì 9 febbraio 2012

De la Beche e Hawkins, padri della paesaggistica "preistorica"

In concomitanza con l'anniversario di nascita di Henry De la Beche (10 febbraio 1796) e di Benjamin Waterhouse Hawkins (8 febbraio 1807), dedico un post alla paleoarte "scenica" ottocentesca. Non sono noti tentativi di ricostruzione ambientale precedenti a "Duria Antiquior, a more ancient Dorset" (1830), di Henry De la Beche (1796-1855). 

Henry De la Beche (1830), "Duria Antiquior - A more Ancient Dorset" (stampa litografica di G. Scharf - vedi anche "Reptiles Restored", del 1833, realizzata sotto la supervisione di Mantell)

Robert Farren, 1850 - In questa pittura manca uno degli aspetti più caratterizzanti del "Duria Antiquior" originale: la ricostruzione delle coproliti dei rettili marini, ovvero delle loro feci. Non di rado, al loro interno, vengono rinvenuti denti, vertebre e scaglie delle prede. "Quando vediamo il corpo di un Ichtyosaurus che contiene ancora il cibo digerito prima di morire, diecimila, o più di diecimila volte diecimila anni fa, tutti questi vasti intervalli sembrano annullarsi, unirsi, scomparire e siamo portati a un contatto quasi immediato con gli eventi (NdR: quali la defecazione) di epoche incommensurabilmente distanti, come se si fossero verifcati ieri." (Reverendo W. Buckland). Per Buckland le coprologiche rivelazioni erano "resoconti di una situazione di guerra continua" per la sopravvivenza, come traspare dalla ricostruzione di De la Beche.

sì, sono ammoniti!

venerdì 3 febbraio 2012

Gideon Mantell (3 febbraio 1790 - 10 novembre 1852)


G. Algernon Mantell dedicò la sua intera esistenza allo studio di Iguanodon e dei mondi antidiluviani, seppur nelle vesti di naturalista autodidatta, figlio di calzolaio, medico di campagna per professione. Dovendone liquidare la biografia in poche righe, vi rimando alla lettura dell'appassionante saggio di Deborah Cadbury, "Cacciatori di dinosauri",  dedicato alla vita dei pioneri della paleontologia. 

"Dobbiamo leggere le testimonianze della creazione in una lingua strana e forse ripugnante, ma una volta acquisita questa lingua, essa diventa uno strumento di pensiero potente. Nel ciottolo che calpestiamo, nella massa informe di roccia o argilla l'occhio non istruito cercherebbe invano novità e bellezza; come l'avventuriero di una storia da Le mille e una notte troverebbe la caverna chiusa e inaccessibile (...) finchè non ottiene il talismano in grado di dissolvere l'incantesimo e svelare i segreti che per così tanto tempo sono rimasti nascosti." (conferenza pubblica di G. Mantell, 1833)

Edward Forbes (anni '30 del 1800), "Gideon Mantell engaged in battle with fantastic flying dinosaurs on the English coastline"
Litografia eseguita dalla compagna di Mantell, Mary Ann, sulla base dei disegni del marito. A partire dal 1818, Mary, appena ventunenne, aiutò Mantell nella realizzazione del suo primo volume, "The Fossils of the South Downs", contenente più di  364 litografie. (Turner et al, 2010)