giovedì 9 febbraio 2012

De la Beche e Hawkins, padri della paesaggistica "preistorica"

In concomitanza con l'anniversario di nascita di Henry De la Beche (10 febbraio 1796) e di Benjamin Waterhouse Hawkins (8 febbraio 1807), dedico un post alla paleoarte "scenica" ottocentesca. Non sono noti tentativi di ricostruzione ambientale precedenti a "Duria Antiquior, a more ancient Dorset" (1830), di Henry De la Beche (1796-1855). 

Henry De la Beche (1830), "Duria Antiquior - A more Ancient Dorset" (stampa litografica di G. Scharf - vedi anche "Reptiles Restored", del 1833, realizzata sotto la supervisione di Mantell)

Robert Farren, 1850 - In questa pittura manca uno degli aspetti più caratterizzanti del "Duria Antiquior" originale: la ricostruzione delle coproliti dei rettili marini, ovvero delle loro feci. Non di rado, al loro interno, vengono rinvenuti denti, vertebre e scaglie delle prede. "Quando vediamo il corpo di un Ichtyosaurus che contiene ancora il cibo digerito prima di morire, diecimila, o più di diecimila volte diecimila anni fa, tutti questi vasti intervalli sembrano annullarsi, unirsi, scomparire e siamo portati a un contatto quasi immediato con gli eventi (NdR: quali la defecazione) di epoche incommensurabilmente distanti, come se si fossero verifcati ieri." (Reverendo W. Buckland). Per Buckland le coprologiche rivelazioni erano "resoconti di una situazione di guerra continua" per la sopravvivenza, come traspare dalla ricostruzione di De la Beche.

sì, sono ammoniti!
Da allora, le "scene di vita antica" sono divenute una costante dell'illustrazione paleontologica. In effetti, fu una vera esplosione di riciclaggi ("Jura-Formation", di N. Hohe, 1831 / "Organic Remains Restored", 1833 / Harrison Weir, 1896) e copia-incolla (Robert Farren, 1850). Queste opere hanno trasformato il mondo dei fossili in un teatro di vicende primordiali, il cui fruitore medio non coincide, curiosamente, con lo studioso, accademico o autodidatta. Da oltre un secolo, la "paleoarte" si è posta da intermediario tra il circolo specialistico e il grande pubblico, assumendo un importante ruolo nella divulgazione popolare. Fu Waterhouse Hawkins (1807-1894), scultore e illustratore naturalistico, a invitare (letteralmente) lo spettatore anonimo dietro il palconoscenico della scienza vittoriana. 

Ricostruzione dell'officina di Hawkins, allestita presso il Central Park (New York), tra il 1868 e il 1871. Il parco preistorico londinese riscosse grande successo, e gli americani non ne rimasero indifferenti: il secondo zoo della preistoria andava costruito (ancora più in grande) a New York, di fronte alla Sessantatreesima Strada. Non vide mai la luce: il progetto era ormai ultimato, ma una banda di gangster distrusse lo studio di Hawkins, facendone a pezzi le sculture... La spedizione punitiva fu voluta da "Boss" Tweed, un politico corrotto. Giudicò il nascente "Paleozoic Museum" un insulto alle Sacre Scritture. Non che Hawkins fosse tra i sostenitori di Darwin.
"The Palaeontographical Society", deformata nella forma dei bestiari di Hawkins.
Le sue creazioni più celebri, i modelli del Crystal Palace (immagine 1, 2 / il progetto originale), vennero accolte come capolavori, e Owen (supervisore scientifico del parco) fu elogiato come il "Newton della storia naturale". Per quanto possano apparirci grotteschi, i bestiari di Hawkins rappresentarono un nuovo livello di realismo nella ricostruzione dei cari estinti. Con Hawkins i "mostri antidiluviani" divennero animali, da ritrarre secondo precisi canoni morfologici e comportamentali.  Quell'attenzione verso il dato anatomico contraddistinguerà, in seguito, il più celebre dei paleoartisti (influenzò anche l'immaginario cinematografico), Charles Knight. In ogni modo, è grazie agli sforzi di Hawkins se, in un contesto storico-scientifico travagliato, potrà emergere una nuova visione della creazione. Senza Creazione.

"Sauri, pterodattili tutti! Sognaste mai di una razza che sarebbe venuta a sedere sui vostri sepolcri e a cenare sui vostri fantasmi?" (London Quarterly Review, 1854)

Dato che il 7 febbraio 2012 si è festeggiato il bicentenario della nascita di Charles Dickens, è d'obbligo citare la fugace comparsa dinosauriana nel romanzo "Casa desolata", del 1852:
"Implacabile tempo di novembre. Così tanto fango nelle strade come se le acque non si fossero ritirate che di recente dalla faccia della Terra, e non sorprenderebbe incontrare un Megalosaurus, lungo all'incirca 12 metri, che procede come una lucertola elefantina per Holborn Hill"


Dickens rimase affascinato da quella visione dell'antico, al punto da invitare Owen alla stesura di una serie di articoli paleontologici per il suo giornale "Household Words": "Sarebbe inutile tentare di dirVI con quale orgoglio e piacere riceverei un'assistenza del genere, o quale grande importanza le attribuirei". Esplose una sorta di paleomania, su scala ottocentesca, diffusasi ancora prima che venissero completati i modelli del Crystal Palace (attirarono più di quarantamila spettatori considerando il solo giorno di apertura, inaugurato dalla Regina Vittoria). Negli anni successivi furono distribuiti numerosi modelli e stampe dei bestiari preistorici di Hawkins, e il loro successò ispirò anche la letteratura popolare (si pensi al romanzo di Jules Verne, "Viaggio al centro della Terra").

un Eden in costruzione
B. W. Hawkins & Megaloceros
Ho visitato il parco nel 2007.  E' un luogo ancora carico di suggestioni, malgrado lo scolorimento delle statue. FONTE
B. W. Hawkins - "Irish elk with palaeolithic hunters" / Cacciatori e Megaloceros.
B. W. Hawkins -  "St. George and the pterodactyl" (1868-1873) / Cavalieri e draghi: a giudizio di Hawkins (immagine 2), doveva esistere un legame tra i miti dei draghi e i fossili degli pterosauri. fonte

Lo studio newyorkese. Con la scoperta di Hadrosaurus (qui con testa iguanoide, non ne erano ancora noti i resti cranici), le predizioni di Owen si rivelarono errate. Intorno al 1890, Othniel Marsh fece visita alle datate ricostruzioni del Crystal Palace: "Per quanto io possa giudicare non vi è nulla di simile a esse nei cieli o sulla terra, o nelle acque sotto la terra."  Ricostruzione di Hadrosaurus basata sui dati moderni (Larry Felder). 
"Comparative View of the Human and Animal Frame" (1860) fonte

Si avvicina la giornata di Darwin

Hawkins non fu mai sostenitore della visione darwiniana. Di primo acchito, ciò potrebbe non sorprendere considerando la sua collaborazione con Owen, uno dei più ostili oppositori della teoria darwiniana, in quei primi anni di accesi dibattiti. Va però specificato che, tra i collaboratori di Hawkins, vi furono gli stessi Huxley e Darwin ("The Zoology of the Voyage of HMS Beagle", 19). Paradossalmente, la più popolare immagine ("moderna") dell'evoluzione, "The Road to Homo sapiens" (di Rudolph Zallinger, 1968) risulta ispirata ad una delle tavole di Hawkins, presente nel frontespizio dell'opera centrale di Thomas Huxley, "Il posto dell'uomo in natura"/"Man's Place in Nature", pubblicato nel 1863 (quattro anni dopo la prima edizione di "Origine delle Specie"). Con o senza trasmutazione, entrambe le prospettive (Hawkins 1860 - Zallinger 1968)  appaiono sottilmente antropocentriche. Nulla che rifletta la concezione scientifica del processo evolutivo...  Per approfondimenti: "Antropocentrismo e paleoillustrazione" o visita "Tempi Profondi"  

B. W. Hawkins "Physiographical Illustration of Darwin’s Descent of Man"
B. W. Hawkins (1863), "Skeletons of the Gibbon, Orang, Chimpanzee, Gorilla, man"
R. Zallinger & F. Clark Howell (1968) - "The Road to Homo sapiens"
Land iguana, by Benjamin Waterhouse Hawkins, from Charles Darwin The Zoology of the Voyage of the H.M.S. Beagle, 1839-43. FONTE

Non più un Eden

"...for the first time to illustrate and realise—the revivifying of the ancient world—to call up from the abyss of time and from the depths of the earth, those vast forms and gigantic beasts which the Almighty Creator designed with fitness to inhabit and precede us in possession of this part of the earth called Great Britain." (W. Hawkins)

B. W. Hawkins (1877) - Una nuova visione di Megalosaurus e Iguanodon (per un confronto)

"Jurassic Life of Europe" (1877) - Princeton University Department of Geosciences, Guyot Hall / Iguanodon, Megalosaurus, Pelagosaurus, Hylaeosaurus, Pterodactylus

"The Glacial Epoch in Europe" (1877) Cercate i Trogontherium...
"Attack in PleistoceneEngland" (1877)
"Triassic Life in Germany" (1876)
"Devonian Life of the Old Red Sadstone" (1876) - Osteolepis major, Diplacanthus striatus, Cheiracanthus microlepidotus, Coccosteus cuspidatus, Pterichtys ed euripteridi.
B. W. Hawkins (1877) - Laelaps e Hadrosaurus (dettaglio di "Cretaceous Life in New Jersey")

"Cretaceous Life in New Jersey" - da sinistra verso destra: Laelaps (Dryptosaurus), Hadrosaurus, Mosasaurus, Elasmosaurus e uno pterosauro dall'aspetto molto draconico!
Megatherium & Glyptodon (1877)
Nel 1858, Joseph Leidy annunciò il ritrovamento di resti più o meno completi di un nuovo tipo di dinosauro, Hadrosaurus foulkii. Il modello scheletrico fu montato (da Hawkins) come un gigantesco canguro (con qualcosa di umano), dalla colonna vertebrale quasi verticale. Leidy considerava Hadrosaurus al pari d una creatura "ibrida", una sorta di forma transitoria tra rettili quadrupedi e uccelli bipedi. Per completare i resti pelvici, Hawkins si rifece all'anatomia umana, rafforzandone l'aspetto antropomorfo. La coda si rivelò ingombrante: fu spezzata e piegata ad angolo retto, in modo da farla appoggiare al suolo. Da questa commistione di pensieri opposti, pro o contro-evolutivi, si svilupperà l'intera iconografia dei "dinosauri-canguro", ancora prevalente sul finire del secolo successivo.

3 commenti:

Denver Fowler ha detto...

Hi,

Do you know the source for the image of Owen and the dinosaurs at the "palaeontographical society" dinner? Thanks!

Fabio Manucci ha detto...

Hi, maybe this will be useful? http://wellcomeimages.org/indexplus/image/V0004407.html

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sir_Richard_Owen._Lithograph_by_A._Orton_after_E._C._Rye._Wellcome_V0004407.jpg

Denver Fowler ha detto...

Many thanks!

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