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mercoledì 16 luglio 2014
sabato 4 maggio 2013
BBC "Ice Age Giants"
Nuova serie documentaristica BBC, dedicata alla megafauna pleistocenica. A livello visivo, si direbbe molto promettente! Il primo episodio andrà in onda il 19 maggio, "Land of The Sabre-Tooth".
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sabato 23 febbraio 2013
Emotivi Estinti: i ritratti paleoantropologici di Kennis & Kennis
Le sculture di Kennis & Kennis
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| Homo neanderthalensis King, 1864 - (basato sui resti neandertaliani di La Chapelle aux Saints) |
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| Homo neanderthalensis King, 1864 |
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| Homo ergaster Groves and Mazák, 1975 (esemplare fossile di riferimento: KNM ER 3733) |
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| Homo sapiens Linnaeus, 1758 (ricostruzione basata sui resti di Monte del Precipizio) |
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| Homo heidelbergensis Schoetensack, 1908 (cranio fossile di riferimento: "Atapuerca 5") |
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| Homo floresiensis Brown et al., 2004 |
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| Australopithecus afarensis Johanson & White, 1978 |
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| Ricostruzione basata sui resti del "Ragazzo di Turkana" ("KNM-WT 15000") |
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| Homo rudolfensis Alekseyev, 1978 |
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| Homo habilis Leakey et al., 1964 |
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| Homo erectus Dubois, 1894 (basato sui resti del sito di Sangiran) |
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| Paranthropus aethiopicus Olson, 1985 (esemplare fossile di riferimento: "KNM WT 17000", soprannominato "the Black Skull") |
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| Paranthropus boisei Mary Leakey, 1959 (esemplari fossili di riferimento: "OH 5" e "KNM WT 17400") |
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| Australopithecus africanus Dart, 1925 (esemplare fossile di riferimento: "Mrs. Ples") |
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| Australopithecus africanus Dart, 1925 (esemplare fossile di riferimento: "Bambino di Taung") |
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Sahelanthropus tchadensis Klages et al., 2008 (esemplare fossile di riferimento: "TM 266") |
Safari paleoantropologico
Le sculture sono state esposte presso il Senckenberg Natural History Museum, a Francoforte, in occasione della mostra "Safari zum Urmenschen".
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| video "Safari to human ancestors" |
La ritrattistica paleoantropologica è spesso priva di personalità, limitandosi al solo dato morfologico e ad un'estetica iperrealista. I modelli dei gemelli Kennis (fotografati da Sven Traenkner) rappresentano un'eccezione: trovano forza nelle espressioni dei volti, e nella semplicità del loro pallore, quasi marmoreo.
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| Fotografia: Steve Bloom / Pan paniscus Schwarz 1929 (Bonobo) |
venerdì 8 febbraio 2013
E se domani...
Sabato sera a "E se domani" (in onda su Rai 3, dalle 21.05) si parlerà anche di dinosauri. Uno dei servizi include una serie di ricostruzioni animate, in grafica 3d, a cui ho lavorato negli ultimi giorni. Buona visione.
AGGIORNAMENTO 16/02/2013 - La puntata è ora visibile online; per vedere l'animazione andate al minuto 25:10-25:28. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c4faee7b-ad1b-4890-8ba6-2f64f3ea7a0b.html
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giovedì 25 ottobre 2012
mercoledì 18 luglio 2012
Mark D. Wolf's AGE OF MAMMALS (1981)
Mammiferi cenozoici, animati a passo uno. Include anche alcuni segmenti del precedente "Dinosaurs" (1970) di Wah Ming Chang (per approfondimenti).
Una piccola produzione documentaristica, che precorre di 20 anni l'ambizioso (e massicciamente finanziato) "Walking With Beasts" (2001).
Una piccola produzione documentaristica, che precorre di 20 anni l'ambizioso (e massicciamente finanziato) "Walking With Beasts" (2001).
venerdì 13 luglio 2012
sabato 7 aprile 2012
"Hall of Human Origins": le sculture di John Gurche
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| Visualizza il VIDEO - fonte fotografica |
sabato 24 marzo 2012
"Cave of Forgotten Dreams", di Werner Herzog
Fin dalla sua scoperta, la grotta Chauvet viene considerata uno dei massimi "santuari" scientifici. Essa preserva, dietro un profondo manto roccioso, le più antiche pitture rupestri conosciute. Oltre al loro indubbio valore antropologico e paleontologico, le raffigurazioni preistoriche ci evocano qualcosa di più sfuggente e irrazionale: indecifrabili "sogni dimenticati", come esorta il titolo del film. Werner Herzog, con la sua opera, riesce a comunicarci con efficacia una miscela di emozioni misterico-spirituali, lasciandoci esplorare i cunicoli interiori della montagna per mezzo del cinema tridimensionale, stilisticamente adatto allo scopo. Il messaggio è chiaro: la grotta Chauvet è una cattedrale sotterranea. A renderlo manifesto, vi sono le antiche pitture, circondate da surreali formazioni cristalline, tra colonne di stalattiti e stalagmiti (di origini meno antiche, per quanto millenarie). Il pavimento della caverna è cosparso di ossa di Ursus spelaeus, rivestite da una lucente copertura di cristalli di calcite; sembrano sculture di porcellana. Sono presenti anche orme di orso, all'apparenza "fresche", distribuite lungo camminate spettrali. Per esplorare Chauvet è necessario spostarsi lungo strette passerelle sospese, come nei viaggi nel tempo di Ray Bradbury: non si può scendere, non si può toccare la roccia.
Fino al dicembre del 1994 d.C., la grotta era immersa nel buio, ignota, silente, resa viva solo dall'infiltrarsi rumoroso delle gocce d'acqua. Ora, tra le luci artificiali, torna ad acquistare un valore umano. Forse, ma non lo sapremo mai, non troppo diverso da quello che lo contraddistingueva 30mila anni prima della Civiltà. Werner Herzog non prende le parti dello scienziato; e gli stessi scienziati, protagonisti del documentario, non prendono le parti del narratore. Chauvet viene raccontata anzitutto tramite le immagini. Rimane qualcosa di inafferrabile, malgrado la grotta sia stata esplorata da potenti laser scanner, millimetro per millimetro, lungo 400 metri: 527000000 punti spaziali. "Quando entrai per la prima volta nella caverna, ebbi la possibilità di restarci per cinque giorni. Fu così intenso! Ogni notte sognavo leoni. Ogni risveglio era uno shock. Sono uno scienziato, ma anche un uomo. Dopo cinque giorni decisi di non tornare nella caverna. Avevo bisogno di tempo per rilassarmi ed assimilare." (Julien Monney / giovane archeologo, ed ex-giocoliere)
Fino al dicembre del 1994 d.C., la grotta era immersa nel buio, ignota, silente, resa viva solo dall'infiltrarsi rumoroso delle gocce d'acqua. Ora, tra le luci artificiali, torna ad acquistare un valore umano. Forse, ma non lo sapremo mai, non troppo diverso da quello che lo contraddistingueva 30mila anni prima della Civiltà. Werner Herzog non prende le parti dello scienziato; e gli stessi scienziati, protagonisti del documentario, non prendono le parti del narratore. Chauvet viene raccontata anzitutto tramite le immagini. Rimane qualcosa di inafferrabile, malgrado la grotta sia stata esplorata da potenti laser scanner, millimetro per millimetro, lungo 400 metri: 527000000 punti spaziali. "Quando entrai per la prima volta nella caverna, ebbi la possibilità di restarci per cinque giorni. Fu così intenso! Ogni notte sognavo leoni. Ogni risveglio era uno shock. Sono uno scienziato, ma anche un uomo. Dopo cinque giorni decisi di non tornare nella caverna. Avevo bisogno di tempo per rilassarmi ed assimilare." (Julien Monney / giovane archeologo, ed ex-giocoliere)
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| Leoni delle caverne. Il maschio (si può notare lo scroto) manca della criniera. |
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| Recenti analisi genetiche hanno confermato la corrispondenza tra le pitture preistoriche e gli antichi fenotipi equini (per approfondimenti). |
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| Gli animali sembrano in movimento, in una sorta di "fotodinamismo" ante litteram. La loro vitalità viene rafforzata ulteriormente dalle dinamiche tridimensionali delle pareti rocciose. |
Il resto lo lascio scoprire a voi. Buona visione. (nel caso vi fosse impossibile vederlo al cinema)
Per ulteriori approfondimenti: GoGoDinosaurs 16/03/2012, "L' Arte del Paleolitico" di Loana Riboli (2008)
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giovedì 15 marzo 2012
Chauvet Pont d'Arc: la grotta dei sogni dimenticati
"Cave of the forgotten dreams" (2010)
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| Remie Bakker (2010) |
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| Remie Bakker |
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| Remie Bakker |
domenica 2 ottobre 2011
Corythosaurus, tra pitture e animatronic
Si è recentemente concluso l'International Hadrosaur Symposium, di cui è già disponibile il volume con gli abstract. Per rimanere in tema, ho deciso di riesumare gli ultimi adrosauri semi-acquatici, ancora molto comuni nelle raffigurazioni anni '80... Ecco gli esempi più spettacolari, opera dell'illustratrice Ely Kish.
| Corythosaurus - Ely Kish, ?1977 (precedente al 1989) |
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| Edmontosaurus - Ely Kish, 1977 |
Un estratto di "Il Pianeta dei Dinosauri" (1993), di Piero e Alberto Angela, con la consulenza paleontologica di Dale Russell. In un certo senso, questa serie documentaristica diede un tocco di vita agli scenari mesozoici della Kish, al fronte dell'era del digitale (vedi DIETRO LE QUINTE)...
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