venerdì 30 settembre 2011

Archaeopteryx lithographica 1861-2011

Per celebrare i 150 anni di Archaeopteryx lithographica Meyer, 1861, ho creato una cronologia per immagini, dedicata all'iconica specie fossile.

Nel 1861 venne scoperta, presso Solnhofen, l'impronta di un penna solitaria, debolmente impressa su una lastra di calcare. "Von Meyer affrontò la questione con un certo scetticismo, ma dovette convincersi che non si trattava di una burla. Nella relazione pubblicata nell'agosto del 1861 su una rivista scientifica tedesca, egli dichiarò che la penna era genuina, molto antica e, forse, di uccello. Egli ammoniva che "non necessariamente essa doveva appartenere a un uccello" e forse poteva essere "di un animale pennuto, sostanzialmente diverso dai nostri uccelli." Un mese dopo, prima che il mondo scientifico avesse il tempo di reagire alla sua relazione, von Meyer annunciò una scoperta ancor più sorprendente. Nel calcare era stato trovato uno scheletro senza testa e con esso un'impronta ben distinta di penne. (...) Von Meyer gli diede un nome neutro dal punto di vista tassonomico: Archaeopteryx lithografica, che significa "antica penna da calcare litografico"." (da "L'enigma dei dinosauri", di J. N. Wilford, 1985)

Owen, R. 1863. On the Archaeopteryx of von Meyer, with a description of the fossil remains of a long-tailed species, from the lithographic stone of Solenhofen. Philosophical Transactions of the Royal Society of London 153:33-47.
"An arming of the jaw with teeth would contradict the view of the Archaeopteryx being a bird or an embryonic form of bird. But after all, I do not believe that God formed his creatures after the systems devised by our philosophical wisdom... The Archaeopteryx is of its kind just as perfect a creature as other creatures, and if we are not able to include this fossil animal in our system, our short-sightedness is alone to blame." (Meyer in Evans 1865, p. 415) da Wellnhofer, 2010 (vedi bibliografia)

In questa litografia, Archaepteryx (in alto a destra) appare privo di testa. La ragione è piuttosto semplice: non erano ancora noti esemplari cranici attribuili al genere. Nello studio del 1863, Owen provo ad immaginarne l'aspetto: "By the law of correlation we infer that the mouth was devoid of lips, and was a beak-like instrument fitted for preening the plumage of Archaeopteryx" immagine da Figuier, L. 1866. The World Before the Deluge. D. Appleton & Co., New York
 "Andreas Wagner concluded that the vertebrate was not a bird but a saurian, which he christened Griphosaurus (Greek: griphos, enigma). Being an orthodox Protestant, he tried to bring the observations of geology and palaeontology into agreement with the biblical narrative of the Creation. A bird, in his view, could not have existed as early as the Jurassic. Consequently, for Wagner, the feather-like imprints on the Archaeopteryx skeleton were no proof that they were produced by the real feathers of a bird. He interpreted them instead as ‘peculiar adornments’of the Griphosaurus that merely possessed the external appearance of bird feathers" da Wellnhofer, 2010 (vedi bibliografia)

autore ignoto - 1886
 

giovedì 29 settembre 2011

Peste! Dinosauri bonelliani!

"Haaahuuahhaahoo" è l'urlo inumano con cui la Bonelli inaugura, piuttosto precocemente, la sua stagione "preistorica". In "Le Terre dell'Abisso" (settembre 1964/ soggetto e sceneggiatura di Gianluigi Bonelli, disegni di Aurelio Galeppini), Tex Willer deve vedersela con dinosauri (gli occhi sono i loro unici punti vulnerabili) e cavernicoli, in una landa perduta che riecheggia delle fantasie di Conan Doyle.



Mio padre adora i fumetti di Tex, li colleziona da sempre... Frugando tra le sue raccolte, ritrovo una vecchia ristampa (datata 1968) del n. 47, con la storia in questione. Leggerla e sfogliarla ha un fascino tutto suo, accompagnato dall'odore della carta, "stagionata" di cantina. 

Tex Willer n. 047 - "Le terre dell'abisso" (1964)

domenica 25 settembre 2011

Ricostruire _Titanis horrificus squamatus_ (scherzo della natura)

Con gli ultimi post (vedi 1- "La pellaccia del tirannosauro, la pelliccia del megaterio e molti rumors" 2-"Gigantoraptor & Alectrosaurus) credo di aver dimostrato, in vario modo, come l'iconografia pre-esistente e l'influenza di rumors più o meno validi prevalgano, in più di un caso, sull'analisi oggettiva delle  moderne evidenze. I tirannosauridi, star del mesozoico pop e della paleoillustrazione, continuano a vestire anni '80, disdegnando persino il piumaggio punk. A fine post, troverete una sintesi generica di quanto ho già espresso. Lo so, è tutto molto ripetitivo, ma almeno ci sono le figure.

Per ora, torniamo sui passi del moa...

immagine da Wikipedia
Tra i celurosauri noti, quello di maggiore taglia di cui si ha evidenza diretta della presenza di piumaggio è Dinornis robustus. Non si è mai dubitato dell'assenza di piumaggio nei grandi uccelli terricoli del passato e, d'altronde,  non ve ne sarebbero le ragioni scientifiche. In base alla logica filogenetica, valida alleata dell'illustratore paleontologico, un Aepyornis da mezza tonnellata interamente, o quasi interamente, ricoperto di tubercoli rappresenta un'ipotesi poco robusta, più speculativa rispetto alla versione tradizionale.

Walton Ford - "Madagascar" (2002)

Greg Paul, 2002 (modificato/ da "Dinosaurs of the air") - A) Aepyornis B) Megalapteryx C) Dinornis D) Dromornis E) Apteryx F) Struthio / Non sono noti resti tegumentari attribuibili a Aepyornis e Dromornis. Per quanto riguarda i moa, Megalapteryx e Dinornis, vedi post dedicato.
Dromornis stirtonii, il più massiccio teropode cenozoico conosciuto. Immagine da: "Magnificent mihirungs: the colossal flightless birds of the Australian dreamtime" (2004)

venerdì 23 settembre 2011

Il più grande celurosauro piumato conosciuto



aggiornamento 04/04/2012 - Yutyrannus huali

L'illustrazione in alto ritrae un frammento di pelle, solo apparentemente privo di piumaggio, associato alle vertebre cervicali del dinosauro Emeus crassus, rinvenuto presso Earnscleugh Cave. 

Sto parlando di una specie di moa (Dinornithiformes), una varietà di uccelli terricoli graviportali, endemici della Nuova Zelanda. Emeus è un genere di dimensioni piuttosto modeste e, riferendosi ai moa, l'immaginazione ci porta subito alle celebri forme giganti, Dinornis novaezealandiae e D. robustus, specie che potevano raggiungere una stazza doppia a quella dello struzzo (ricordo tuttavia che esistono pennuti cenozoici ancora più massicci, quali Dromornis e Aepyornis ). 

da "Evangeline: Dinosaur Farm" (1987) - La Nuova Zelanda viene spesso presentata come una sorta di "mondo perduto", una terra in solitaria deriva, fin dal tardo Cretaceo.  Le origini dei moa, così come quelle di molte altre specie della regione, rimangono controverse. PER APPROFONDIMENTI  Gli antenati di questi uccelli erano forme terricole già presenti quando la Zealandia si separò dall'Australia? O giunsero decine di milioni di anni dopo, volando? Sul finire dell'Oligocene, queste terre sprofondarono quasi completamente; anche ammesso che i moa fossero già presenti, come sopravvissero? La Nuova Zelanda è un paradiso per i diapsidi e, almeno su questo punto, vi è concordanza: quando i polinesiani colonizzarono queste isole, gli unici altri mammiferi presenti erano alcune specie di pipistrelli... PER APPROFONDIMENTI
Resti di tessuti molli (muscoli, pelle con tubercoli o piumaggio), attribuibili a diverse specie di moa, sono noti fin dal diciannovesimo secolo. 

The Arrival of the Maories, Trevor Lloyd, postcard circa 1905.
 
 "BBC Monsters We Met: the end of Eden" (2003) - I moa virtuali della moderna documentaristica.

Vi ho preparato una carrellata di immagini. Ho accompagnato foto e tavole tecniche con le illustrazioni archeozoologiche di Paul Martinson (vedi volume "Extinct Birds of New Zealand").

domenica 18 settembre 2011

Born This Day: William Stout (1949-)

Beipiaosaurus - William Stout (2000)



domenica 4 settembre 2011

Gigantoraptor & Alectrosaurus

A riconferma di quanto detto nel precedente post: la versione densamente piumata e pennuta di Gigantoraptor giunge sul piccolo schermo, per il trapasso definitivo, recitando una parte in "Dinosaur Revolution" e "Planet Dinosaurs", entrambi di prossima uscita.  Immancabile la presenza dei tirannosauridi, rigorosamente a squame.