giovedì 29 settembre 2011

Peste! Dinosauri bonelliani!

"Haaahuuahhaahoo" è l'urlo inumano con cui la Bonelli inaugura, piuttosto precocemente, la sua stagione "preistorica". In "Le Terre dell'Abisso" (settembre 1964/ soggetto e sceneggiatura di Gianluigi Bonelli, disegni di Aurelio Galeppini), Tex Willer deve vedersela con dinosauri (gli occhi sono i loro unici punti vulnerabili) e cavernicoli, in una landa perduta che riecheggia delle fantasie di Conan Doyle.



Mio padre adora i fumetti di Tex, li colleziona da sempre... Frugando tra le sue raccolte, ritrovo una vecchia ristampa (datata 1968) del n. 47, con la storia in questione. Leggerla e sfogliarla ha un fascino tutto suo, accompagnato dall'odore della carta, "stagionata" di cantina. 

Tex Willer n. 047 - "Le terre dell'abisso" (1964)
Mostruose iguane giganti & Co, in continua lotta per il predominio, fanno parte della tradizione cinematografica (a tema) di quegli anni (alcuni esempi: 1940 One Million B.C., 1959 Viaggio al Centro della Terra, 1960 The Lost World). 
Fulmini, un protosauro! La cresta dorsale è comune nelle raffigurazioni classiche dei mosasauroidi (per approfondimenti).
Nel 1981, Guido Nolitta (nome d'arte di Sergio Bonelli), figlio del padre di Tex Willer, decide di riesumare i nemici più antidiluviani del Far West, con "Artigli nelle Tenebre" e "La Scogliera dell'Orrore". Come nel caso di "The Valley of Gwangi" (1969), la natura preistorica viene incarnata dai voraci "carnosauri" (uno scienziato pazzo li ha ridestati dal sonno eterno), generazione Zdenek Burian (vedi Tarbosaurus, un classico, forse non del tutto originale: The Lost World, 1925).
Ma Tex Willer non è solo un killer di dinosauri, è anche un cercaossa, un cacciatore di fossili ( Maxi-Tex n. 2, novembre 1997 "Il Cacciatore di Fossili"), e la "Guerra delle Ossa" non poteva che svolgersi a colpi di pistola, contro un paleontologo pazzoide, oltre che gamba di legno. Uno dei tanti nemici di Edward Cope...

Maxi-Tex n. 2, "Il Cacciatore di Fossili" (1997), testi di A. Segura, disegni di J. Ortiz

Charles Sutter, il malvagio paleontologo dalla gamba di legno "Ti maledico Edward Cope! Arrivi sempre prima di me, e arraffi gli esemplari migliori... lasciandomi le briciole! Ma prima o poi t'incontrerò, Cope... e allora per te sarà finita!" (incontrò Tex Willer)
Tex cercaossa: "Taci e lavora, vecchio brontolone!"
Torniamo a Sergio Bonelli (il fumettista si è spento lo scorso lunedì). A lui va attribuita la paternità di "Zagor" e "Mister No". Il preistorico non manca nemmeno tra le vignette di queste collane... Ad esempio, in un albo di "Mister No", viene ripercorsa la scoperta  del noto giacimento fossile di Gadouafoua (per approfondimenti). 

"La scoperta del giacimento di Gadoufaoua si deve ad una serie di spedizioni italo-francesi nel deserto del Tenerè, culminate nel 1973. Le missioni italiane sono state organizzate e dirette dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia..." (per approfondimenti)
Bestie estinte di ogni forma figurano all'interno dell'intero panorama bonelliano, facendo comparsa nelle principali collane: "Martyn Mystere", "Dylan Dog", "Nathan Never", "Julia: le avventure di una criminologa", "Legs Weaver", "Gea" etc. 

"E già in molti, vedendo gli animali preistorici dominare in copertina, avranno sogghignato 'Eh eh, ecco che i tre Sardi (Medda, Serra e Vigna) hanno copiato Jurassic Park'. Beh, siamo contenti di smentire i maligni. Questa storia è stata ideata quasi tre anni e mezzo fa, mesi prima che il famoso libro di Michael Crichton (che ora è diventato un film di S. Spielberg) venisse pubblicato. Quando il direttore editoriale Decio Canzio ne parlò durante una riunione di redazione, al povero Antonio Serra (che aveva già scritto metà della sceneggiatura di questo albo) venne quasi un colpo! Gli avevano rubato l'idea (si fa per dire)!" (Nathan Never N. 23, "Un Mondo Perduto", soggetto e sceneggiatura di Antonio Serra, disegni di Dante Bastianoni)

Non è difficile individuare collegamenti con l'iconografia dominante, per seguirne l'evoluzione. Da questo punto di vista, la collana di "Nathan Never" fornisce un modello esemplare. 

- n. 23 "Un mondo perduto" (aprile 1993) e n. 37 (giugno 1993): raffigurazioni "attuali", influenzate direttamente dalla letteratura divulgativa dei primi anni '90 (in particolare, "The Dinosaur Data Book" di David Lambert, 1990, ricco di illustrazioni di Grahame Rosewarne). Compaiono generi celebri e meno celebri (Es. Oviraptor, IchtyornisEuoplocephalus, Quetzalcoatlus). La comparsa più imprevedibile, senza precedenti: il terizinosauride Erlikosaurus (chiaramente ispirato alle immagini di Rosewarne), usato dai protagonisti come cavalcatura! Infine, i "raptor" non esistono...


La "Dinosaur Renaissance" raggiunge Casa Bonelli.

Una versione protopiumata di Oviraptor, basata sulle ricostruzioni di Rosewarne (a loro volta connesse alla "paleoarte" di Gregory Paul) .


Nathan Never n. 37 (giugno 1993)
"Non preoccupatevi... questi erlikosauri sono addestrati a essere cavalcati"
"The Dinosaur Data Book" (1990), illustrazione di G. Rosewarne
 - n. 44 "Il satellite killer" (gennaio 1995, soggetto e sceneggiatura di Antonio Serra, disegni di F. Bastianoni)  Dinosauri molto stilizzati, malgrado sia ancora Bastianoni ad occuparsi dei disegni (continua a basare il proprio bestiario sulle immagini dei libri per ragazzi). Branchi di Deinonychus e Troodon rappresentano una nuova minaccia per i protagonisti...

Una curiosa associazione di specie clonate...

Musa ispiratrice? (illustrazione commerciale, piuttosto pacchiana)
Non esistono ragioni per ritenere i Deinonychus una variante mesozoica dei lupi... Probabilmente non erano predatori altamente sociali, malgrado il successo mediatico ricevuto da questa immagine. (per alcuni approfondimenti generici+bibliografia: Theropoda)
- n. 115 "I Signori della Preistoria" (dicembre 2000) e n.116 "Viaggio nel Tempo" (gennaio 2001). I dinosauri del piccolo e grande schermo ("BBC: Walking With Dinosaurs" e "Jurassic Park") sostituiscono le loro versioni cartacee, in veste di nuove "icone" di riferimento. Vengono utilizzati i nomi popolari (raptor, t-rex, pterodattili etc.), a differenza degli albi precedenti. Il Cretaceo è dominato da rettiliani cervelloni, i Venerabili.



BBC Walking With Dinosaurs (1999) - Iguanodon

E ancora...

 - "Gea" (di genere fantasy), originale serie di Luca Enoch, che ne cura sceneggiatura e immagini.  Tra le tante creature fantasy, c'è spazio anche per qualche forma "preistorica".

Gea sulle ali dello "pterodattilo", o forse sulle orme di Moebius...
 

Oviraptor Disney modificato... Un teropode esapode! da "Gea" n. 06, "L'orco" (2001)
"Big Sid".
"Greystorm", nuovo personaggio Bonelli (ideato da Antonio Serra), incontra la "classica" megafauna pleistocenica, nel terzo albo della serie, "Il Polo Sud" (dicembre 2009)...

I mammiferi fossili sono meno fortunati delle star mesozoiche, pur evitando il completo anonimato del mondo permiano e triassico.


L'immortale raffigurazione di lotta tra Smilodon e Megatherium (vedi Charles Knight).

E infine, con "Julia: le avventure di una criminologa", incontriamo un paleoartista a fumetti, una sorta di John Gurche confinato e misantropo, prontamente "psicanalizzato" dalla protagonista... Peste!



"Julia" n. 9, giugno 1999
13/11/2012

Alberto Gennari - "Napoleone" n.  40 (2004)




1 commento:

Anonimo ha detto...

Bravo, Fabio. Ottimo lavoro, come sempre. E che ricordi...
Greystorm fra tutti è l'unico orrendo.

Davide Bonadonna